Rassegna storica del Risorgimento
ROSSI PELLEGRINO
anno
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1950
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pagina
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377
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Pellegrino Rossi deputato al Consiglio Generale di Toscana 377
spinto, *) oltre che dal suo temperamento attivo, da inclinazione per la causa italiana che gli dettava, nell'estate di quell'anno, quelle tre Lettere di un dilettante di polìtica, che sono fra i più lucidi scritti ispirati dal nostro Risorgimento. 2)
Come è noto verso la fine del giugno 1848, Pio IX aveva fatto conoscere al Rossi il desiderio di potersi servire della sua opera come ministro. Senonchc il tempo non era ancora maturo per il ritorno delTex ambasciatore alla vita pubblica. Quelle preoccupazioni, manifestate nella lettera al fratello Carlo circa la possibilità di sentirsi rinfacciare la sua amicìzia col Guizot e la sua passata attività a servizio di un regime sfavorevole alla causa italiana si dimostrarono a Roma ben fondate, 8) inoltre, l'opposizione francese alla sua nomina a ministro, aveva dimostrato al carrarese l'impossibilità di poter assumere per il momento alti incarichi politici.
La nomina a deputato presso il Consiglio Generale toscano gli ofMva, invece, attraverso nn incarico meno importante e perciò meno esposto agli attacchi degli elementi democratici, la possibilità di far conoscere all'opinione pubblica italiana i suoi sentimenti patriottici e di prepararsi cosi un facile accesso a più alte mansioni al servizio dell'Italia. Furono, forse, queste le considerazioni che spinsero il Rossi a ritornare sulla sua prima decisione e ad accettare la candidatura offertagli da Carrara.
Comunque, il 21 luglio 1848 in Carrara, presentatisi alle elezioni 254 elettori su 397 iscritti alle liste elettorali, Pellegrino Rossi riportava 197 voti e riusciva eletto deputato di Carrara al Parlamento Toscano. Appena giunto a notizia della elezione, il Rossi rispondeva accettando il mandato con la seguente lettera: Illustrissimi e riveriti Signori, l'onore che Carrara ha voluto farmi eleggendomi a Suo deputato non è di quelli che possono degnamente contraccambiarsi con parole.
La mia gratitudine è immensa come immenso è il debito che mi impone. Voglia Iddio che esso non ecceda di troppo il mio potere e che io possa in parte almeno soddisfarlo. Aspetto reverentemente la sentenza del Consiglio Generale sulla validità delle elezioni e ho fiducia che, ove l'elezione sia ratificata, niun ostacolo sia pia per impedirmi di assumere l'onorevole mandato. I miei concittadini non avranno in me il deputato che per la loro singolare amorevolezza inverso la mia persona si raffigurano, bensì certi sono di mandare al Parlamento toscano un rappresentante a nullo secondo per l'amore all'indipendenza, all'onore, alla gloria della nostra Italia, un fermo difensore di tutti i principi che assicurano ad un tempo l'ordine pubblico e la civile e politica libertà, ed un caldo e sincero amatore di tutte le istituzioni che lo studio e l'esperienza ne additano siccome vie conducenti alla felicità del popolo, alla prosperità e decoro dello stato.
Degni l'Onorando Municipio accogliere benignamente i sensi dell'animo mio riconoscente per le troppo lusinghiere espressioni che hanno accompagnato l'annuncio delle
J) È sintomatico osservare che il Rossi non aveva data alcuna risposta ad una lettera del presidente dell'Accademia di Carrara che lo aveva nominato socio onorario nel marzo del 1848, e solo il 30 giugno rispose accettando ed alludendo ad una sua precedente lettera, mai giunta, che e lecito pensare sia mai stata scritta.
2) Contrariamente all'ordine del Rossi, le bozze delle Lettere di un dilettante di politica non furono tutte distrutte, che, come ci testimoni il Capponi (Scritti editi ed inediti, Firenze, Le Mounier, 1877, voi. II, p. 86), ilSalvagnoli ne trattenne alcune copie. Citate parzialmente da vari autori, le lettere sono sto te pubblicate integralmente dal Biggml nello scritto già citato, p. 133 e sgg.
*) Crr. C. SPEI.LANZON, Storia del Risorgimento e dell'unità d'Italia, Milano, 1950, voi. VS p. 118 e sgg.