Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO
anno <1950>   pagina <378>
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Renato Mori
elezione ed insieme le sincere proteste del profondo ossequio con die ho l'onore di dichiararmi.
Delle SS. Loro um. deu. obb. servo Rossi
Frascati 27 luglio 1848.
La lettera è interessante perchè espone agli elettori carraresi l'indirizzo politico che il Rossi intendeva seguire al parlamento toscano. In essa accennando successiva­mente al problema dell'indipendenza, a quello dell'ordine interno e della libertà ed infine a quello economico, egli crea implicitamente un sintomatico ordine d'importanza nel quale il problema nazionale occupa il primo posto seguito dal problema della libertà connesso inscindibilmente a quello dell'ordine interno. Questa connessione, se da un punto di vista formale giuridico è ineccepibile, in pratica si sarebbe tradotta in una politica ispirata ad una concezione statica della realtà sociale e quindi a criteri rifor­mistici, che nel precipitoso divenire del momento, sarebbe apparsa inevitabilmente conservatrice e reazionaria. Del resto, anche l'accenno alla difesa degli istituti atti a provvedere alla felicità del popolo e alla prosperità dello stato e la distinzione della libertà in politica e civile l'uno e l'altra di derivazione illuministica rivelano il carattere moderato conservatore del liberalismo dell'illustre Carrarese. In definitiva, il Rossi, pur facendosi difensore della causa nazionale, si proponeva di seguire anche a Firenze quella politica inspirata al juste milieu, che, per naturale tendenza o per influenza del dottrinarismo del Guizot, aveva precedentemente seguito e che lo avrebbe condotto a far parte della destra toscana se avesse partecipato alla vita politica del granducato.
Però, se il Rossi aveva sperato che la sua elezione a deputato di Carrara non susci­tasse forte opposizione, fa costretto a subire una delusione. Infatti, appena giunta a Firenze la notizia della sua elezione, la stampa di sinistra iniziava una violentissima campagna contro l'ex ambasciatore di Luigi Filippo. Sopra tutti il Popolano di Firenze si mostrò particolarmente avverso all'elezione del Rossi. Il 26 luglio 1848 il foglio fiorentino scriveva: Pellegrino Rossi, ex professore di economia politica, ex pari di Francia, ex ambasciatore di Luigi Filippo, uomo grande per ingegno e dottrina, è stato scelto a deputalo di Carrara sua Patria. Molti s'allegrano di questa scelta, noi, al contrario, non ce ne rallegriamo punto e mentre rispettiamo l'ingegno dell'uomo, non possiamo sen­tire amore per l'amico del Guizot, per l'italiano che nell'anno decorso rappresentava a Roma la malfida politica di Luigi Filippo... Ognun sa come fosse ostile al risorgimento italiano cotesto brutta politica del Chiappini, né Pellegrino Rossi vergognò allora segui­tarne le aspirazioni e, nemico del proprio paese, congiurargli contro diplomaticamente.
E oggi cotesti uomini di poca fede e falsi soldati della libertà sono pronti sempre a rifiutare ciò che ieri difendevano a tutta oltranza, non per amore del vero, ma per amore di se stesso. A voi uomini siffatti non rifiutiamo né l'ingegno né la dottrina* ma rifiutiamo
* La lettera fu pubblicata anni or souo da E. GALEOTTI, L'elezione di P. Rossi a deputata al parlamento toscano nella rivista Apuania, a. II, fase. 4, pp. 28-30. Poiché la rivista è poco nota e pressoché introvabile ho ritenuto opportuno pubblicare nuova­mente la lettera, anche perchè l'originale sembra sia andato disperso. La sorte subita da questa lettera induce a rilevare l'opportunità di pubblicare il carteggio del Rossi ora disperso in Francia, Italia e Svizzera. La raccolta gioverebbe ad una migliore valutazione del Rossi e contribuirebbe ad illuminare importanti aspetti della vita politica e culturale italiana della prima metà del secolo scorso.