Rassegna storica del Risorgimento
ROSSI PELLEGRINO
anno
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1950
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pagina
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383
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Pellegrino Rossi deputato al Consiglio Generale di Toscana 383
Io conosco gli uomini, il mondo. Se non vuoisi temerlo a segno di non far che ai debba, neppur vuoisi dar loro occasione a plausibili colori di accuse, e di calunnie. Certo dolcissimo mi sarebbe poter dare all'Italia risorgente la piccola opera mia; dotassimo ricuperare la patria per mano dei Carraresi, Ma giudica tu stesso, giudicate tutti se i miei scrupoli, e x miei timori non sono, come io vedo, conformi al diritto e al vero morale. Ove io pure mi risolvessi a sì gran passo, non sarebbe debito mio incominciare dallo scrivere in Francia per ringraziare, e spogliarmi dei titoli ed uffici che ancor vi posseggo (cattedra, istituto) e che non possono appartenere che ad un francese ?
Odoardo sta benone ed Ita valorosamente combattuto. Trovandosi a cavallo siccome uffiziale di stato maggiore potrà infatti contribuire alla presa del Disperati. E risi io pur ricordandomi delle noie che costui aveva date a te, zio di Odoardo. La fortuna non è sempre cieca, e sa talvolta mettere il giusto contrappeso nella bilancia.
Mia moglie ed Alderano son qui con me, Alderano si annoia e in questi frangenti non sa che farsi,,.
Tuo affano fratello Pellegrino
Al Sig. Carlo Rossi
Carrara. Granducato di Toscana. l) Timbro: Roma 14.6.1848
Carrara 17.6.1848
Ill.mo Signore,
Essendo stato per cagion di salute ritenuto per più giorni a Frascati non ebbi che tardi la lettera per la quale Vostra Signoria Ill.ma compiacevasi farmi noto il Dispaccio, in data del 21 agosto decorso, del Ministero dell'Interno annunzi-ante avermi il Consiglio Generale di Toscana proclamato Deputato di Carrara.
Non poteano al certo i Carraresi darmi della loro singolare amorevolezza inverso di me né pia onorevole né a me più cara testimonianza che riputandomi degno di sedere nel Parlamento Toscana. Così fosse stato in poter loro di impedire i dolorosissimi eventi che potrebbero far men certe le condizioni politiche di Carrara, e quindi del suo rappresentanteì
Ma ogni dubbiezza veniva tolta, rispetto a me, dalla mia profonda riverenza e devozione alla Santità di Nostro Signore, Pio IX. Degnando richiedermi dell'opera mia nel riordinamento del suo Ministero, il Santo Padre, j>cr ciò stesso non lasciatami agio a deliberare. I desideri di Sua Santità, venerandi sempre ed a tutti, in ispecie a me cui da lungo tempo onorava la benignità dell'illustre Pontefice, doveano essermi assoluto comando in questi tempi difficili.
Prego quindi e gli elettori di Carrara, e il Parlamento Toscano, e il Regio Governo ad avermi per iscusato del non poter io accettare l'onore che mi era stato compartito e del quale serberò mai sempre lieta memoria e indelebile gratitudine; che io andrò sempre consolato e superbo del poter dire ai miei figli: Carrara mi scioglieva a suo Deputato, e Toscana degnava approvare la scelta dei Carraresi.
Con particolare stima ed ossequio io mi onoro di dichiararmi di Vostra Signoria Ill.ma
Dev.mo Rossi
Roma, 11 settembre 1848. a)
1) Biblioteca Nazionale Firenze, Carteggi vari, 53, 128.
2) Archivio di Stato in Matta, DelegasU>ns Governo Toscano, 1848, filza n. 4. La lettera è diretta al R. Delegato toscano (R. Cocchi).