Rassegna storica del Risorgimento
VALUSSI PACIFICO
anno
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1950
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pagina
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384
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LA CONCEZIONE POLITICA DI PACIFICO VALUSSI
Il 18 i8 fu un anno decisivo per la storia dei popoli europei. Tra i molti aspetti che Io caratterizzano, occupa un posto giustamente preminente l'idea della collaborazione tra i popoli. Fra coloro che non molto numerosi notarono ben presto l'importanza di quest'idea, la quale invece di servire ad instaurare un falso ordine fondato sulle forze delle armi, voleva creare un equilibrio sicuro, un ordine giusto, primeggiano gli Italiani.
Mazzini, Ma mi ani, Gioberti, Garibaldi, Cattaneo e Tommaseo erano soltanto i maggiori, i più conosciuti fra gli apostoli di quella collaborazione, ma non erano i soli. Vi erano anche altri, come Pacifico Valussi, che, come giornalista e scrittore politico, attraverso lunghi anni, aveva diffuso questo pensiero. Chi era questi, e quale era la sua concezione?
Si laureò a Padova in matematica nel 1837. La sua tesi Idee sull'influenza delle scienze fisiche nello sviluppo dell'uomo intellettuale e morale ben presto svelava però la sua vera vocazione, che sempre meglio l'attirò verso gli studi di politica e di economia sociale. Nel decennio precedente al 1848 aveva vissuto a Trieste, e Il cominciò la sua attività di giornalista. Quel decennio esercitò un influsso decisivo sulla sua formazione: non solo per l'amicizia stretta con Tommaseo, ma anche per la permanenza nella città di Trieste, che con i suoi concittadini di diverse nazionalità, costituiva il migliore avvertimento dell'importanza della pacifica collaborazione tra popoli.
Il 1848 non sopraggiunse per lui inaspettatamente: egli non era stato estraneo ai movimenti precedenti. Egli sapeva abilmente servirsi anche del giornale governativo, l'Osservatore Triestino, diretto da lui dal 1843, per fare una propaganda in favore della causa nazionale e liberale. Nel 1848 appena giunse a Trieste la notizia della liberazione di Manin e di Tommaseo, andava a Venezia già libera, e svolgeva un'intensa attività di giornalista, sia da solo, sia in collaborazione col Tommaseo. Con i suoi scritti aveva voluto non soltanto sostenere gli Italiani nella resistenza, ma anche educarli politicamente. Da lui venne fondato, redatto e quasi interamente scritto il giornale // Precursore.*)
Nella sua concezione politica occupavano già in questo tempo un posto eminente i popoli danubiani. La loro vita, le loro aspirazioni per l'indipendenza, la loro insostenibile situazione sotto il giogo austriaco fa muovere in lui l'anima italiana, l'anima ansiosa per la sorte del suo Paese. Ed à subito pronto ad osservare le molte somiglianze fra la situazione dell'Italia e quella dei popoli danubiani, e l'importanza che ha per l'Italia l'indipendenza di questi popoli.
In un primo tempo fra i popoli danubiani non giudicava il popolo ungherese con imparzialità ed obiettività. Uno sfavorevole influsso esercitavano su Valussi le imprecise notizie sparse in Italia, circa l'Assemblea ungherese del luglio del 1848, che doveva
l) Cfr* FRANCESCO FATTQIIEIAO, Pacifico Valussi, Udine, 1931, pp. 14-15, 51-69; GIULIANO GAETA, Panorama del giornalismo Triestino durante la rivoluzione del 1848. Opuscolo primo: Il periodo preparatorio ed ì moti del Marzo, Trieste, 1948,
np. 4H14;