Rassegna storica del Risorgimento

VALUSSI PACIFICO
anno <1950>   pagina <385>
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La concezione politica dì Pacifico Vaiassi 385
occuparsi dell'aiuto militare magiaro in favore dell'Austria contro gli Italiani. *) E forse lo aveva influenzato fortemente anche la concezione romantica dello slavofilo Herder, secondo cui i popoli slavi avrebbero un grande avvenire, mentre il popolo ungherese, perchè poco numeroso, si sarebbe spento.
Valussi dapprima era di tale opinione che se gli Italiani avessero avuto da sce­gliere un'alleanza fra gli Ungheresi e gli Slavi avrebbero dovuto senza esitare, dare la preferenza a questi ultimi, perchè gli Slavi sono una nazionalità che sorge, mentre quella dei Magiari se non si spegne, verrà costretta almeno fra limiti sempre pia angusti. 2) Gli Slavi meridionali vennero molto apprezzati da Valussi, anche per il perìcolo del panslavismo, di fronte al quale secondo Valussi la migliore barriera sarebbe stata un indipendente Stato slavo meridionale.
Gli Slavi Meridionali d'indole, di natura e d'ingegno molto superiore ai Russi, e che, fatti Nazione una volta, li supererebbero d'assai, non vorrebbero certo sacrificare più all'idolo di Pietroburgo, e servirebbero ad equilibrare piuttosto, che ad accrescere la smisurata potenza russa, che assorbirà tutto in sé, se non le si contrappone unti diga in un Popolo affine, il quale vorrebbe sempre, come il Polacco, mantenere la sua personalità.3)
La Slavia Meridionale è un concetto ed un fatto, che a noi giova mantenere e con­durre a completo svolgimento.4)
Ma la lotta eroica del popolo magiaro aveva fatto presto cambiare l'opinione del Valussi, facendogli riconoscere che c'era una forza di vitalità anche nel piccolo popolo ungherese. Nel gennaio del 1849, egli non voleva più scegliere fra il popolo ungherese e quello slavo, ma propagò l'accordo dei popoli danubiani, i quali
regolati al più possibile i confini secondo le nazionalità e le altre naturali convenienze si costituirebbero in tanti corpi separati, unendosi in perpètua lega politico-commerciale, e mettendosi d'accordo a resistere alle aggressioni sia della Russia, sia della Germania. 5)
Valussi aveva visto bène le diverse difficoltà che ostacolavano tale collabora­zione, tuttavia si convinse sempre più dell'importanza di essa. Egli divenne uno dei più zelanti fra coloro che avevano la ferma convinzione che l'accordo dei popoli danubiani avrebbe servito in una misura molto rilevante anche l'interesse italiano, tanto che sarebbe stato il vero compito degli Italiani farlo realizzare. La possibilità di esso c'era sottolineò Valussi perchè già anche i popoli danubiani avevano riconosciuto che facendosi strumento dei Tedeschi, non avrebbero fatto utile servizio neppure a loro stessi.6)
1) Cfr. LAJOS PÀSZTOB, La guerra d'indipendenza italiana del 1848 e il problema dei soldati ungheresi in Italia, estr. dagli Atti del XXVII Congresso deh"Istituto perla Storia del Risorgimento Italiano, tenuto a Milano il 19-20-21 marzo 1948, Milano, 1948, pp. 8-16.
2) il Precursore. Rivista settimanale di Pacifico Vaiassi, n. 3,19 novembre 1848, pp. 33-38, e n. 5, 3 dicembre 1848, pp. 65-72, Gli Ungheresi e gli Slavi meridionali in relazione ali* Italia, cfr. p. 34.
3) Ibidem, p. 37.
4) Ibidem, p. 37.
5) Ibidem, n. 11,14 gennaio 1849, pp. 165-167. Ancora del litorale Italo-Slavo, cfr. LAJOS PASZTOH, La Confederazione Danubiana nel pensiero degli Italiani ed Unghe­resi nel Risorgimento, Roma, 1949, pp. 9-10.
6) U Precursore, n. 11, 14 gennaio 1849, p. 167.