Rassegna storica del Risorgimento

VALUSSI PACIFICO
anno <1950>   pagina <386>
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386 Lajos Pàsztor
Egli aveva fissato anche il principio sul quale dovrebbe essere fondata la colla* {'orazione dei popoli:
10 sto per il principio che chi vuole la libertà e l'indipendenza in -casa sua, la deve volere anche per gli altri, sotto pena di rimanere o tornare schiavo egli pure,J)
Le alleanze dei popoli non possono basarsi, che sui principi di libertà e di ugua­glianza e sulla permanenza e colleganza dei reciproci interessi, dipendenti dalle condizioni loro naturali e civili. )
Nel considerare la situazione polìtica, Valussi riconobbe che la guerra era neces­saria. Senza di essa non si sarebbe potuto realizzare né l'unità italiana, né l'unità dei popoli danubiani, poiché tutti erano oppressi. Faceva però precise distinzioni fra le guerre: la guerra sarebbe stata necessaria contro il dispotismo, ni a dove-gli interessi dei diversi popoli sarebbero venuti in contrasto, non voleva la guerra, ma l'accordo pacifico*
I pensieri del Valussi non rimanevano del tutto senza influsso, 3) tuttavia ia guerra aveva soppresso le sue parole. Ben presto anch' egli doveva seguire la via di tanti altri politici, la via dell'esilio, ma l'importanza della collaborazione dei popoli danubiani era rimasta per sempre il suo pensiero centrale.
Dopo la caduta di Venezia, egli si trasferi nel suo paese natio, in Udine. Qui, benché la sua attività di giornalista fosse ostacolata dagli Austriaci, non cessava di mettere in rilievo l'utilità che doveva pervenire all'Italia dal conoscere i popoli della regione danubiana e dallo stringere legami d'amicizia e d'interessi con essi .4)
11 decennio trascorso in Udine, era per lui solo il periodo della preparazione. La sua concezione, nel suo vero significato potrà essere conosciuta piuttosto dai suoi scritti successivi. Nel 1859, al tempo della seconda guerra italiana, lasciò Udine, e, dopo un breve soggiorno a Torino, si trasferì a Milano. Qui prendeva parte alla fonda­zione del giornale La Perseveranza e lo dirigeva Dal 1862, aveva intensamente colla­borato anche al giornale dell' emigrazione ungherese: L'Alleanza. Con la sua attività di giornalista si meritò un posto importante fra quelli, che con i loro-scritti avevano voluto promuovere la causa dell'unità italiana e della federazione dei popoli.
Quando, nel 1865, Firenze divenne la capitale, lasciò Milano, e si trasferì nel centro del nuovo regno. La sua attività fiorentina però durò inaspettatamente poco* finì già nell'anno successivo, quando ritornò definitivamente nel Friuli, perché rite­neva anzi tutto col promuovere la risoluzione dei problemi del suo paese natio di rendere un utile servizio a tutta l'Italia.
La sua attività giornalistica non venne interrotta fino alla morte, che avvenne nel 1893, ma dopo il 1870 andò man mano diminuendo. s)
Della sua lunga e intensa attività forse la piò importante stazione fu Milano. Occupandoci della sua concezione politica, anche noi prendiamo in esame i suoi scritti, usciti a Milano, e precisamente quelli che fra il 18621864 furono pubblicati sulle pagine de L'Alleanza.
-) Ibidem, p. 37. 2) Ibidem, p. 38.
*) ANTONIO ANZII.OTTI, Italiani e Jugoslavi nel Risorgimento, Roma, 1920, pp. 81-82; L'Alleanza, Milano, 30 marzo 1862, p. 53, Lettera ad un Croato di P. Vaiassi. *) L'Alleanza, 30 marzo 1852, p. 53. >) Fa. FATTORELLO, op. cit., pp. 83 e segg.