Rassegna storica del Risorgimento
VALUSSI PACIFICO
anno
<
1950
>
pagina
<
388
>
388
Lajos Pószlor
Egli era italiano con tutto il suo pensiero. Ma era anche vero europeo e non aveva sentito nessuna contraddizione fra il sentimento patriottico e anello europeo. Anzi aveva riconosciuto che i due, il patriottismo e l'europeismo, si completano e si collegano. Egli voleva che anzitutto i problemi della sua patria* l'Italia, fossero risolti, aveva però chiaramente riconosciuto che essi considerati separatamente dai problemi degli altri Stati europei, non possono essere definitivamente risolti. Per l'interesse italiano si occupò perciò anche dei problemi degli altri popoli e prima di tutto di quelli i quali dal punto di vista geopolitico si trovavano più vicini al popolo italiano. Ed egli non soltanto si occupò dei loro problemi, ma nei suoi scritti voleva farli conoscere anche al popolo italiano.
Circa gli Ungheresi non possiamo trovare nella sua opinione nessuna traccia della concezione herdcriana, anche da lui professata nel 1848. Non solo aveva messo in rilievo, che eia nazione magiara non è... destinata a spegnersi},1) ma anche che il popolo ungherese è il più colto fra i popoli danubiani sia sotto l'aspetto politico che letterario 2) e che esso era uno dei più importanti fattori della collaborazione danubiana ed europea.
I Magiari di fatti sono una nazione guerriera, forte pel proprio diritto storico e superiore alle altre per coltura politica; ma e* non si possono dissimulare lo svantaggio di trovarsi tra Slavi e Tedeschi una nazione non numerosa e sensa parentela di razza e di lingua con altre nazioni vicine.
Essi soli i Magiari trovansi nel caso di dare un valore al diritto storico delle altre nazionalità del vecchio Regno di Ungheria, di tutelare il diritto altrui tutelando il proprio.3) Varassi ha sottolineato anche nella sua Lettera ad un Croato che egli aveva creduto sempre che
i Magiari abbiano una coltura politica ed una vivacità nazionale assai maggiore degli AustroTedeschi, i quali pretendono farla loro da maestri. *)
La nazionalità magiara è quella che fu sempre dall'Austria temuta, perchè non numerosa ed isolata, ha una tradizione lunga e costante di coltura politica, ha una lingua non assimiliabile, una letteratura propria, fresca ed originale e che, se subì l'influenza delle altre letterature, ciò fu meno della letteratura tedesca in particolare che non quella di tutte le letterature delle nazioni colte d'Europa in generale. 5)
L'apprezzamento del valore e dell'importanza del popolo ungherese non lo rendeva però parziale di fronte agli altri popoli danubiani. Bene giudicava anche la situazione romena ( Lo svolgersi della nazionalità, rumena debbe esser caro a noi stirpe latina b) scrisse), ma non faceva conoscere soltanto i loro valori e meriti, ma anche i loro difetti e gli errori.
L'Austria si servì di loro, come dei Croati, contro i Magiari; e già comincia a temerli, poiché avendo acquistalo la parola in Transilvania, essi s'intendono molto bene coi Romam dei Principati Uniti* Le sono, lo ammettiamo, popolazioni arretrate ancora; ma ormai
*) VAlleanza, 22 giugno 1862, La Confederazione Danubiana, IV di P. Varassi.
2) Ibidrm, 3 luglio 1864, Svizzera ed Austria, II di P. Valussi.
3) Ibidem, 15 giugno 1862, La Confederazione Danubiana II di P. Valussi. *) Ibidem, 30 marzo 1862, p. 53, Lettera ad un Croato.
5) Ibidem, 3 luglio 1864, Svizzera ed Austria II. cfr. 20 aprile 1862. Ad Un Croato, Lettera Terza.
*) Ibidem, 30 marzo 1862, Lettera ad un Croato, cfr. 22 giugno 1862, Confedera" zione Danubiana IV,