Rassegna storica del Risorgimento
VALUSSI PACIFICO
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1950
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390 Lajos Pàsztor
ed in cultura politica tra tutti i vicini, erano quelli che più resistevano alle sopraffazioni austriache e trovavansi quindi naturalmente alla testa degli altri popoli del Regno d'Un* gheria, così ebbero talora l'apparenza di dominatori, più che di soci Pure la parità del diritto sotto le leggi del Regna non la negarono mai. l)
L'Austria voleva sminuzzare tutte le altre nazionalità perchè non avessero coscienza di un'individualità propria, scrisse il Vaiassi, il quale prese una posizione cosi decisa e chiara in favore della vita indipendente dei popoli* che la sua parola anch'oggi ben merita attenzione:
La nazionalità costituisce l'individualità dei popoli e come tale è principio, segno od effetto di libertà. Un popolo, che parla una data lingua, se ne fa strumento dì coltura e civiltà che tradizionalmente si comunica ed armonicamente si svolge in un dato territorio al quale esso si viene connaturando, forma una individualità nazionale, e come tale ha tutti i diritti ed i doveri d'un'esistenza propria e sotto- qualsiasi forma la consegua, osso deve avere anche la sua unità politica.2)
Nella vita di una nazione solo il benessere del popolo deve dominare: la ragione di Stato non trovò posto nella concezione del Valussi. La vera forza dei popoli, secondo lui, riposa non tanto sulle armi, ma sulla solidità della vita interna, sull'unità morale, sul progresso culturale ed economico.
L'importanza dello sviluppo interno e del rafforzamento economico e culturale è rilevato negli scritti di Valussi anche in relazione ai popoli danubiani. Dopo aver ottenuto la libertà questi dovrebbero essere i loro primari compiti.
Se il nobile magiaro non sapesse farsi coltivatore delle sue terre ed educatore del suo popolo, se nelle città ungheresi non si formasse un ceto medio nazionale, l'elemento tedesco e lo slavo guadagnarebbero terreno.3)
Gli Slavi si curino assai meno della unione materiale coi loro fratelli, che deWunione morale. Ottenuta questa, anche l'altra verrà di conseguenza.
I Rumeni già indipendenti si occupino a distruggere i privilegi, a stabilire l'uguaglianza civile nel loro Paese, a formare un ceto medio istruito e operoso, ad educare il popolo ed a formarsi una vera letteratura propria. *)
Procuratevi svolgere una straordinaria attività intellettuale ed economica. Associatevi e lavorate indefessamente per i progressi della vostra lingua, della vostra letteratura, per l'educazione del popolo, per il miglioramento delle sue condizioni economiche e sociali, per lo sviluppo d'una intelligente operosità.5)
Ed i consigli di Valussi dimostrano che egli aveva una chiara, giusta visione dei problemi dello sviluppo interno dei popoli danubiani.
Quell'interno rafforzamento sarà seguito anche dall'avanzamento sul terreno della politica estera, come ciò si vedeva anche nel caso dell'Italia rilevò Valussi. Anche l'Italia doveva alla sua interna preparazione spirituale e morale il poter resistere alla pressione imperiale austriaca, tanto che dopo molte vicende ha potuto avviarsi sulla via della vittoria.
Sono piò atti a combattere per il loro diritto, quelli che più sanno e che più sentono le loro forze. J5 quello che procuravamo di fare noi in Italia durante il periodo di pace, ad
') Ibidem, ofr. ancora Ibidem, 6 aprile 1862, Ad un croato. Lettera Seconda. 2) Ibidem, 26 giugno 1861, Svizzera ed Austria I. s) Ibidem, 10 gennaio 1864, Un'ipotesi di P. Valussi. *) Ibidem, 20 aprile 1862, Ad un Croato. Lettera Terza. 5) Ibidem*