Rassegna storica del Risorgimento

VALUSSI PACIFICO
anno <1950>   pagina <392>
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392 Lajos Pdsztor
festazioni e di fatti, un'opinione favorevole all'indipendenza dei popoli danubiani! mo­strando quell'accordo e quella sagezza, a cui altro non crede, 1)
Devono per ciò i popoli danubiani dare una sufficiente garanzia che dopo la caduta dell'Impero austriaco sarà assicurato l'ordine. E quella garanzia non può esser assicurata che con la concordia dei popoli danubiani.
Da parte sua, Valussi era completamente convinto che
tolta di mezzo VAustria antiche restare un vuoto da ispirare timori air Europa, ogni cosa prenderebbe il suo posto, si adaggerebbe naturalmente da sè.z)
Tuttavia riteneva necessario che per la diplomazia i popoli danubiani dessero testimonianza che il loro scopo non sarebbe la distruzione, bensì l'ordine. Essi dove­vano porgere all'Europa abbondanti prove deQa loro saggezza, della loro vitalità nazionale.3) In questo solo caso riconoscerà l'Europa i loro diritti e sarà soddi­sfatta del loro adempimento. '*)
I popoli danubian1 dovrebbero unirsi anche per l'altra ragione, perchè soli, sareb­bero deboli, mentre uniti abbastanza forti da poter conservare la libertà conquistata.
Nessuna delle tre nazionalità principali, che soggiornano nella regione danubiana, la magiara, la illiricoslava, la rumena è abbastanza forte per fare e stare da sé; nessuna tanto avanzata da potere, con una civiltà prevalente, operare sulle altre come già Vlnghih terra sopra la Scozia e l'Irlanda. Bisogna dunque confederare i popoli, distinguerli per unirli, lasciare a tutti libero sviluppo della propria nazionalità, affinchè esista fra di essi quella sola gara c/i'è proficua a tutti, la gara nei progressi civili ed economici.5)
Ognuno di questi popoli troverebbe una valevole guarentìgia della sua indipendenza e libertà nella indipendenza e libertà dei vicini. Con questo solo e colla Confederazione tra di loro sarebbe tolto il pericolo di essere assoggettati dall'Impero Austriaco, o da un Impero Germanico qualunque da una parte, ed incorporati di forza ad un Impero russo, o mantenuti in una ingloriosa servita dell'Impero ottomano. 6)
Ma l'unione dei popoli danubiani sarebbe stata necessaria non solo perchè questi soli e divisi sarebbero deboli, ma anche perchè nessuno di essi possedeva un territorio ben definito e quindi si trovavano fra loro anche altre nazionalità.
Le nazionalità della regione danubiana sono talmente disseminate ed intralciate sul vasto territorio da esse occupato, che non sarebbe possibile immaginare divisioni e sparti­zioni assolute di Stati coli'idea combinata dei diritti storici e detta lingua, senza che Vuna o l'altra di esse non ne dovesse restare in qualche parte offesa.7)
Se non si uniranno dunque, se non troveranno fra loro un largo legame fede­rativo, allora saranno inevitabili nuove lotte anche dopo la vittoria, anche dopo la caduta dell'Austria. Invece se sarà raggiunto un favorevole accordo tra loro, tutti potranno svilupparsi sotto tutti gli aspetti, e potranno avere una sufficiente garanzia che nessuna delle loro nazionalità sarà oppressa, neanche nel caso che avessero vissuto nel territorio altrui.8)
*> Ibidem, 15 giugno 1862, La Confederazione Danubiana IH.
2) Ibidem, 16 marzo 1862, L'Austria ed il vuoto.
3) Ibidem, 20 aprile 1862, Ad un Croato. Lettera Terza.
4) Ibidem, 15 giugno 1862, La Confederazione Danubiana, III.
s) Ibidem, 20 aprile 1862, Ad un Croato, Lettera Terza, cfr. 8 giugno 1862, La Confederazione Danubiana l.
*) Ibidem, 15 ghigno 1862, La Confederazione Danubiana II.
7) Ibidem, 8 giugno 1862, La Confederazione Danubiana I.
8) Cfr. Ibidem, 20 aprile 1862, p. 77, Ad un Croato. Lettera Terza.