Rassegna storica del Risorgimento

VALUSSI PACIFICO
anno <1950>   pagina <393>
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La concezione politica di Pacifico Valussi 393
Nello stabilire i principii fondamentali secondo cui la collaborazione dei popoli danubiani dovrebbe esser costituita, Valussi pensava qualche volta agli Stati Uniti d America. Aveva però trovato il loro organismo troppo centralizzato ]) per i popoli danubiani, ed aveva pensato di trovare un migliore esempio da imitare nella costi-tuzionc svizzera. L'interesse di ciascun popolo danubiano non era altro perciò secondo Valussi ebe erigere una nuova Svizzera tra le Alpi, i Carpazi ed i Balcani.
Il federalismo e l'esistenza contemporanea di nazionalità diverse sopra il medesimo suolo non è possibile se non con istituzioni ed in condizioni simili a quella della Svizzera. )
Gli Svizzeri diciamo - sottolineò Valussi devono pòrgere alle grandi nazionalità l'esempio del come esse possano vivere in pace tra di loro. Esse giungeranno a ciò col dare il massimo grado possibile di libertà individuale, comunale, provinciale, economica., religiosa, educativa, col sopprimere le barriere doganali ed abbassare all'estremo limite le tariffe, coli'unificare monete, misure, pesi, legislazione commerciale, coli'accrescere le comunicazioni d'ogni genere, col coordinarle fra paese e paese, colf organizzare, le forze militari sul sistema della difesa, invece dell'offesa, cioè facendo di tutti i cittadini tanti difensori della libera patria. La Svizzera fa prova all'Europa quel tanto che dipende da lei che le nazionalità di lingua e di cultura possono esistere anche sotto i medesimi ordini politici,purché questi siano conformi al diritto, alta giustizia, e lascino ad ogni nazionalità quella libera espansione delle intime sue forze, della sua interna vitalità, che fa essere più grandi, più nobili, più ricche,più generose, più contribuenti al bene comune dell'umanità, le une in confronto delle altre, come accade degli individui. La Svizzera potrà dire: fate tutti come me ed esistendo Vuna presso dell'altra le diverse libere nazionalità non si faranno più quistioni di nazionalità, di indipendenza, di conquista. Sarà cessato di tutto ciò il motiva**)
La Svizzera era il modello anche dell'emigrazione ungherese, quando essa dopo il 1848 aveva tentato di costituire un'unione fra i popoli danubiani. 4) I principi fon­damentali del suo programma vennero accolti favorevolmente anche dal Valussi, che da parte sua, vivamente raccomandava la loro accettazione anche agli altri popoli danubiani.
Gli Ungheresi istruiti dalla sventura e da tutto quello che hanno veduto, udito e stw dialo negli ultimi anni, hanno già lasciato intendere le loro idee circa al Regno danubiano, ed alla federazione di Regni tra il Danubio, l'Adriatico ed il Mar Nero. Uguaglianza e libertà per gli individui e per le nazionalità, liberi patti fra queste per il vantaggio, la forza, la sicurezza di tutte. Queste sono le linee generali del loro programma, su cui si possono stabilire le basi per una effettiva intelligenza. 5)
E quando più tardi egli volle meglio chiarito l'organismo interno della confe­derazione, la sua concezione coincise con quella ungherese.
Prima di tutto massima estensione del diritto individuale, libertà negli ordini dello Stato, azione spontanea degli individui mediante la libera associazione in quante più cose è possibile.
Poscia organizzazione del libero Comune, in modo che quanto pud farsi in esso non sia devoluto mai allo Stato o ad un più largo consorzio qualsiasi.
J) Cfr. Il Precursore* 14 gennaio 1849, Ancora del Litorale Italo Slavo,
2) L'Alleanza, 3 luglio 1864, Svizzera ed Austria U,
3) Ibidem, 26 giugno 1864, Svizzera ed Austria I.
*) Cfr. L. PASZTOB, La Confederazione Danubiana, cit.
5) L'Alleanza, 30 marzo 1862, p. 53, Lettera ad un Croato.