Rassegna storica del Risorgimento
VALUSSI PACIFICO
anno
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1950
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pagina
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Lajos Pósztor
Quindi estensione di questo medesimo principio alle provìncia alle nazionalità, e società di queste nello Stato coi -vincoli di una federazione, larghi nei rapporti interni e stretti invece nei rapporti esterni della difesa, del commercio, della rappresentanza politica, l)
Se possibile, ancora più deciso divenne Valussi. nell'appoggi are e raccomandare il programma deE'emigrazione ungherese, dopo che Lajos Kossnth con i suoi schiarimenti aveva meglio chiarito alcuni punti dell'organismo della progettata Confederazione. Valussi spesso affermava la sua fede che il progetto non volesse le supremazie di nessun popolo sull'altro; il progetto di Kossuth era un patto inter pares , ed un patto tanto più sincero e più durevole, che ciascuna di esse ha bisogno delle altre due, e per costituire e mantenere la propria libertà ha d'uopo di associarsi altri popoli liberi con parità di diritti e di obblighi . 2)
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Valussi era convinto come abbiamo visto che la questione dell'Europa orientale e quella dell'Italia si collegavano e perciò anche l'Italia ha interesse che si venga a costituire al Danubio una Confederazione di popoli liberi .3) Gli interessi italiani e quelli dei popoli danubiani sarebbero stati identici anche per la guerra contro l'Austria, e I popoli danubiani senza l'iniziativa e l'aiuto dell'Italia non vincerebbero la loro guerra contro l'Austria metteva egli in rilièvo, riconoscendo però che anch'essi potranno essere utili ed importanti alleati agli Italiani. I loro interessi sarebbero comuni anche dopo la guerra, durante la pace, perchè l'uno potrà aiutare l'altro sia nella difesa della libertà ottenuta, sia nella evoluzione pacifica.4)
Avendo una precisa visione della situazione dell'Italia, Valussi sapeva chiaramente che l'Italia aveva non solo di fronte all'Austria dei problemi da risolvere, ma anche di fronte agli Slavi meridionali, in merito alla frontiera orientale dell'Italia.
Nel 1848 egli aveva ancora creduto nella possibilità di un territorio neutrale fra l'Italia e la Slavia meridionale. Più tardi però dovette accorgersi come in questo modo non solo non si arrivasse a una soluzione definitiva, ma si causassero nuove e continue discordie. Il Valussi era anche ora convinto dell'importanza della collaborazione italo-slava; tuttavia, sottolineò che l'idea di una Trieste città libera non è sostenibile. Bisogna determinare chiaramente la frontiera orientale dell'Italia, fissando che di qua c'è l'Italia, di là la Slavia e l'Austria. Era consapevole che la mescolanza sullo stesso territorio delle diverse nazionalità rendeva impossibile fissare precise frontiere etnografiche fra i due Paesi, ma dell'italianità di Trieste e dell'Istria non aveva nessun dubbio: li considerava come parte integrale dell'Italia unita.
Perchè la lingua, la civiltà, la storia, la volontà e l'interesse stesso materiale, economico di quelle popolazioni e di quei paesi erano per V Italia. *}
Esaminando i diversi problemi politici doli* Europa e gli interessi italiani nella soluzione di essi, Valussi riconosceva che-la caduta dell'Austria non avrebbe senz'altro
') Ibidem, 6 aprile 1862, Ad un Croato. Lettera Seconda.
") Ibidem, 8 giugno 1862, La Confederazione Danubiana I.
ty Ibidem, 22 giugno 1862, La Confederazione Danubiana IV, cfr. 30 marzo 1862. Lettera ad un Croato.
*) Ibidem, 22 giugno 1862, La Confederazione Danubiana XV.
5) F. FATTARELLO, op. cit,, p. 130; ANZILOTTI, op. cit., pp. 77-84; P. VALUSSI, Trieste e VIstria e le loro ragioni nella questione italiana, Milano, 1861,