Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno
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1950
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pagina
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399
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IL GENERALE CHRZANOWSKJ E LA MANCATA DIFESA DEL RAMORINO ALLA CAVA
Nella sua relazione del 9 aprile 1849 il general maggiore dell'esercito piemontese Adalberto Chrzanowski, dice fra l'altro: Dans Ut supposUion que Vennemi débouchàt par Farne, la cinquième division se trouvait placée de manière à pou-voir, si non relarder de beaucoup sa marche, du moina nous prevenir- par sa canonnade que les Autrichiens débouchaient de ce coté. Alors le mouvement des divisions vers les positions qu'elles devaient prendre dans celie kypothèse sur la route de Tromello à Morlara, aurati été commencé à une heure près midi Ce mouvement était facilitò par la disposition des divisions qui, placées à distante les unes des autres sur les deux routes conduisant dans cette -direction, pouvaient se mettre en marche toutes en mème temps. Ainsi dans la soirée du 20, les 1,2 et 4 divisions seraient entrées dans la position. La 3 division se serait arrètée en avant de Vigevano et cette de réserve à Martora. Le 21 ces divisions se mettaient en marche le matin, rejoignaient la position avant dix heures: elles auraient dono eu eneore le temps de se reposer avant Vattaque de Vennemi, attaque qui ne pouvait pas avoir lieu avant midi. La 5 division, si elle se retirait conformèment à ses mstructipns sur Sannaxzaro ou Mortara, se serait naturellement réunie à Varmée avant Vattaque. La brigade composée Solaroli, laissant deux bataillons sur le Naviglio, était destinée à venir occuper, avec le reste de ses for ces, la Sforzesca oii elle se serait établìe à midi... de sorte que le 21 nous aurions eu tonte Varméè concentrée pour Uvrer bataille à Vennemi, Le general Ramorino n'ayant pas occupé la position qui lui avait été presente, tous ces calculs ont été dérangés. All'incirca le stesse cose ripetè il Generale polacco nella sua deposizione al processo Ramo* tino, e questa versione è passata compiacentemente di libro in libro, di manuale in manuale, e la comune rapsodia storica l'ha fatta propria.
Non è mia intenzione entrare qui nell'esame di tutto il piano di guerra. Si può comunque notare nelle disposizioni del General maggiore del 13 marzo del 15-16 e degli ultimissimi giorni, la tendenza a riunire sempre più la massa centrale dell'esercito attorno a Novara, accostando ad essa la brigata Solaroli e gli otto battaglioni di reclute a disposizione; e al tempo stesso non si può non intravedere un certo crescente timore per la possibilità d'un'irruzione nemica dal Iato di Pavia. Anzi a questo proposito è bene rilevare che lo Chrzanowski e i suoi seguaci hanno asserito che giù erano contemplate le due possibilità: a) che il nemico facesse resistenza sul Ticino per coprire Milano; 6) che sboccasse invece da Pavia per prendere di fianco e alle spalle l'esercito, piemontese. Nel primo caso ci sarebbero state tre divisioni in prima linea, da Galliate a Cassolnuovo, sulla strada Galliate* Vigevano, rincalzate da due in seconda linea sulla, strada Novara-Mortara; nel secondo caso, con un cambiamento di fronte, tre divisioni avrebber potuto con* vergere su Vigevano e due su Mortara. E siccome era già previsto che il maresciallo Radetzki da Pavia avrebbe puntato col grosso su Mortara, facendo un avvolgimento a largo raggio, e non su Vigevano, con un'azione avvolgente più ristretta, rasente al Ticino, il Generalissimo dei Piemontesi avrebbe trattenuto gli Austriaci frontalmente davanti a Mortara, con due divisioni ; e da Vigevano, per Gambolò e Tromello, avrebbe agito con tre divisioni .contro l'ala destro delle forze avversarie: chi aggi* rava si sarebbe trovato aggirato: la grande battaglia difensi va-contro ltensiva sarebbe