Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno <1950>   pagina <401>
immagine non disponibile

Il generale Chrzanowski e la mancata difesa, ecc. 401
marcia a semicerchio, di ripiegare su Mortara. In ogni caso la ria di Vigevano e quella diretta su Mortara resteranno scoperte! Del resto, è bene notarlo, la posi­zione nella Cava non sbarra direttamente la strada di Mortara. Essa è costituita da un leggero terrazzo, abbastanza ripido di fronte al Gravellone, ma che digrada lievemente proprio dalla parte della strada di Mortara. Il nemico sarà portato a girarla da questo lato, e al tempo stesso si troverà aperta la via di Mortara, mentre il difensore si troverà ricacciato verso il Po e non su Mortara!... Sarebbe stato necessario, perchè la posizione acquistasse davvero un serio valore d'ostacolo, eseguire notevoli lavori di rafforzamento, specialmente sul lato sinistro, e prov­vedere a inondare il territorio, già in parte rotto e sortumoso, nella zona fra il terrazzo e il Ticino. Ma nulla di ciò esisteva! Così stando le cose, la funzione della divisione lombarda si riduceva a trattenere per breve tempo il nemico sboccante dal Gravellone, e soprattutto ad avvertire col rombo del cannone il Comando supremo piemontese della minaccia. Ma tale rombo non avrebbe potuto per nulla chiarire se si trattava d'una azione dimostrativa, per quanto energica, atta a mascherare la ritirata del grosso dietro l'Adda; oppure d'un'azione offensiva, con forze limitate o col grosso dell'esercito, e tanto meno con quale direttiva strate­gica, se verso sud o verso nord, e in quest'ultimo caso, se verso Vigevano, o Mortara o Vercelli. La vera funzione tattica e strategica della posizione della Cava restava quella di protezione avanzata della linea del Po.
Lo stesso giorno 16 marzo il Cenerai maggiore fa chiamare ad Alessandria il Rara orino, col suo capo di ,S. M. colonnello Berchet e col generale Manfredo Fanti, comandante della prima brigata della divisione, e chiarisce verbalmente che la divisione, se attaccata, dovrà guardarsi bene il fianco sinistro (quello appunto più debole, ove il terrazzo degrada dolcemente verso la strada di Mortara): potrà però sempre ritirarsi su San Nazzaro, e di lì su Mortara; e in caso di necessità, su Mezzana Corti. Prende dunque sempre più corpo l'idea che il nemico possa sboc­care da Pavia, non per passare il Po a Mezzana Corti mirando ad Alessandria, ma per puntare su Novara. Mentre, secondo l'ordine scritto, la ritirata potrà effettuarsi indifferentemente su Mezzana Corti o su San Nazzaro, senza specificare per questo ultimo caso se la divisione dovrà ugualmente passare il Po oppure retrocedere con ampio giro su Mortara, adesso, secondo i chiarimenti verbali, la divisione dovrà cercare di ripiegare su San Nazzaro, e col solo obiettivo di continuare poi la ritirata su Mortara; e solo in caso di necessità dietro il Po. Insomma, nei chiari­menti verbali la ritirata dietro il Po viene contemplata solo come necessità poco probabile. Viene però escluso pure che la divisione possa ritirarsi direttamente BU Mortara, come vorrebbe far credere la relazione Chrzanowski. Solo se il nemico risulterà in modo sicuro inferiore di forze (non più soltanto non superiore ) la divisione lombarda il. giorno dopo, 21 marzo, dovrà attaccare Pavia. E la diversa concezione prende sempre più vita nella mente del Generale polacco; cosi che il 17 egli fa scrivere al Rumori no dal Capo di stato maggiore Alessandro La Mormora, di provvedere perchè il 20 prima di mezzogiorno il ponte di barche di Mezzana Corti sia reso impraticabile, lasciando solo un passaggio volante per le comunica­zioni. Ciò implicitamente significa che la divisione non dovrà più in nessun caso ripiegare su Mezzana Corti e dietro il Po, ma unicamente sopra San Nazzaro, cercando di là di raggiungere Mortara. È evidente da tutto questo che ormai lo Chrzanowski non crede più affatto a una grande azione austriaca su Alessandria, aia da Stradella che da Pavia per Mezzana Corti, e pensa invece, sia pure come