Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno
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1950
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Piero Pieri
semplice eventualità, che il nemico' possa sboccare dà Pavia per cogliere di rovescio l'esercito piemontese raccolto presso Novara.
Intanto il maresciallo Radctzki ha emanalo fin dal 12 marzo gli ordini d'operazione; un'ora egli ha tenuto due divisioni e una brigata di cavalleria presso il Ticino, ed elementi del IV Corpo rango il Po: una copertura robusta, che può far credere ai Piemontesi sia che egli voglia difendere la linea del Ticino e del Po, dà Sesto Calende a Piacenza, sia che voglia agire offensivamente oltre il Ticino e oltre il Po; sia anche, che egli voglia proteggere vigorosamente una sua ritirata dietro l'Adda. Il 12 marzo però egli dispone: il III Corpo si trovi il 17 a San Colombano e a Corteolona, vale a dire sulla sinistra del Po, fra Pavia e Piacenza; il IV Corpo, che ha il grosso nei Ducati, passi il Po e sta il 18 u Codogno e ad Ospcdaletto, ossia accanto al TU Corpo; il'I Corpo raggiunga il 17 Landriano, e il II Corpo, il 18, Binasco: il Corpo di riserva si trovi il 17 a Melegnano e il 18 -a Landriano: una brigata di copertura resterà nel Varesotto, due altre a Pavia e lungo il Ticino. In questo modo la sera del 18 marzo, a movimento ultimato, l'esercito austriaco viene a trovarsi riunito nella zona Binasco-Corteolona-Codogno-Melegnano, a sud di Milano, fra il Ticino, l'Adda e il Po. Questa dislocazione può preludere a tré operazioni ben differenti: a una ritirata dietro il basso Adda; a un forzamento del Po fra Pavia e Piacenza; a uno sbocco da Pavia oltre il Ticino, grazie alla testa di ponte del Gravellone: la massa è riunita, i vari corpi possono sempre, in tutti e tre i casi, appoggiarsi a vicenda; e viceversa l'avversario, anche se bene informato, rimane incerto di fronte alle tre eventualità.
Il 18 mattina il Maresciallo lascia Milano, dirigendosi verso Lodi: vari Uffici del Comando supremo sono già in marcia verso l'Adda. Giunto però a Melegnano, il Radetzki abbandona la strada di Lodi e piega a destra, fino a Santangelo, ove pernotta. Il mattino del 19 prosegue per Torrebianca, a sci chilometri a oriente di Pavia. E già nella notte sono stati diramati gli ordini per il concentramento di tutto 'l'esercito a Pavia. La brigata Gorger del I Corpo, lasciata nel basso Varesotto, dovrà la mattina del 20 mettersi in moto per raggiungere Pavia. Lungo il Ticino, di fronte al grosso dei Piemontesi, non resteranno che un battaglione e due squadroni del II Corpo, con ordine di ripiegare anch'essi su Pavia, se il nemico avanza. Il 20 marzo al mattino l'esercito austriaco si trova cosi dislocato: II Corpo, a Pavia; III e IV Corpo ad est della città, fra Pavia e Corteolona, sulla sinistra del Po (Corteolona è quasi dirimpetto a Stralicilaì; il Corpo di riserva a nord del IH Corpo; il I Corpo a N-N-E di Pavia, fra Mirabcilo e San Genesio. La dislocazione mantiene più che mai riunita la massa; tuttavia, mentre è ormai evidente che l'esercito non si ritira dietro l'Adda, può ancora rimanere il dubbio se esso intenda sboccare da Pavia in Piemonte, o forzare il Po fra il confluente del Ticino e Stradella, coprendosi da un attacco piemontese dal lato di Pavia; o fare un'azione combinata per passare il Po direttamente, a Stradella e al tempo stesso a Mezzana Corti dopo aver forzato il Gravellone. Il I Corpo e il Corpo di riserva possono infatti tanto rincalzare il II Corpo, che il III e il IV, e il ITI e il IV potrebbero pure rincalzare il II: la solita'tendenza del Radetzski a tenere la massu tinnita, coi Corpi in grado di darsi reciproco appoggio ; non occorre guardarsi da tutte le parti, per essere debole ovunque: la vittoria risolverà tutto!
Alla Cava li 17 marzo il 21 fanteria della divisione lombarda, accompagnato dal comandante della 2* brigata generale Giannotti, già colonnello nella brigata Guardie, ha dato 11 cambio alle poche truppe della 2* divisione; il giorno dopo