Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
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1950
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Piero Pieri
trattato d'una finta ; e le ultime disposizioni alle nove e venti, tendono a far sì che la divisione lombarda possa fronteggiare un'azione dalla parte di Stradclla, accompagnata da un'azione complementare da Mezzana Corti. Gli Austriaci insomma sarebbero sboccati dal Gravcllone, per puntare, salvo le necessarie forze di copertura, non verso nord, ma verso sud!
Torniamo allo Chrzanowaki. Il 20 marzo a mezzogiorno le cinque divisioni piemontesi si trovano sulle due strade Galliate-Vigevano e Novara-Mortara pronte a marciare in ogni direzione che i movimenti del nemico rendessero necessaria . In realtà però il General maggiore ha già dispósto perchè la 4* divisione, quella di centro delle tre sulla strada di Vigevano, si sposti da Trecate verso il ponte del Ticino, e che la 3* divisione, la più. settentrionale delle tre, si tenga pronta a rincalzarla. La 2* più a sud, deve invece spingere delle ricognizioni lungo la riva dei Ticino, e null'altro. Il General maggiore resta in attesa delle mosse del nemico. Scocca il mezzogiorno: è la guerra! Ma le truppe restano immobili: nessun accenno d'attività nemica sull'opposta sponda, nessun rombo di cannone dal lato di Pavia! Dopo un'ora e mezzo d'estenuante attesa, il Capo ordina di dar principio alla predisposta ricognizione oltre il Ticino: primo il Re, colla compagnia bersaglieri divisionale, tocca la sponda lombarda! Poco dopo giunge al Comando supremo una lettera del generale Bes, comandante della 2* divisione, il quale conferma che non v'è traccia d'attività nemica davanti a lui, ma gli risultano concentramenti austriaci in Binasco, verso Pavia: se fortemente assalita, la piccola divisione lombarda difficilmente potrà sostenersi! Lo Chrzanowski, ricevute queste notizie, si limita a far ordinare all'equipaggio da ponte di rimanere a Novara fino a nuovo ordine . Il che significa che il General maggiore non pensa più a passare il Ticino con tutto l'esercito. Ma viceversa la ricognizione oltre il fiume si muta in una ricognizione in forze: fra le due e le cinque l'intera 4* divisione passa il fiume, e udito che il villaggio è sgombro si spinge fino a Magenta, col Re e collo Chrzanowski. Ma la ricognizione ora s'arresta, senza mandare avanti, in esplorazione, neppure qualche piccolo nucleo di cavalleria! E il generale Pcrrone, giunto da Galliate al ponte di Boffalora colla 3a divisione, riceve fra le cinque e le sei, ordine di retrocedere, riportando la brigata Savona .addirittura a Galliate, e la* sciando la brigata Savoia a Trecate. A buio, il Re e il General maggiore tornano a Trecate: l'intero pomeriggio è passato in una plumblea incertezza: il nemico si sta ritirando dietro l'Adda o si prepara a sboccare da Pavia? Il Generale polacco si sente più che mai legato alle mosse del nemico, mosse che non riesce a intuire. Per una guerra offensiva, di carattere rivoluzionario, non c'è male! D'altra parte nessun Ufficiale del Comando supremo è stato messo di collegamento o mandato per un'ispezione alla Cava! Verso le. sette, da Trecate, scrive al ministro della Guerra che essendo le notizie del nemico vaghe e contradditorie , il Re ha ordinato di spingere una forte ricognizione al di là del Ticino . Essendosi Carlo Alberto convinto che non ci Bono iorze nemiche sulla via di Milano, se n'c tornato a Trecate, dove ha fissato il Quarticr generale, in aspettazione d'ulteriori rapporti, dei corpi fiancheggiatiti l'Armata , I corpi fiancheggiatiti sono la brigata Solaroli, e la 2* divisione:: non si resta in attesa di rapporti dalla divisione lombarda, dunque; e del resto il Comando supremo piemontese non ha disposto alcun servizio di collegamento col Raraorìnol
Comunque, alle otto di sera si hanno le prime notizie circa gli avvenimenti della Cava; e proprio da parte del Comando della 2* divisione. U tenente Casati,