Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno <1950>   pagina <404>
immagine non disponibile

404
Piero Pieri
trattato d'una finta ; e le ultime disposizioni alle nove e venti, tendono a far sì che la divisione lombarda possa fronteggiare un'azione dalla parte di Stradclla, accom­pagnata da un'azione complementare da Mezzana Corti. Gli Austriaci insomma sarebbero sboccati dal Gravcllone, per puntare, salvo le necessarie forze di coper­tura, non verso nord, ma verso sud!
Torniamo allo Chrzanowaki. Il 20 marzo a mezzogiorno le cinque divisioni piemontesi si trovano sulle due strade Galliate-Vigevano e Novara-Mortara pronte a marciare in ogni direzione che i movimenti del nemico rendessero necessaria . In realtà però il General maggiore ha già dispósto perchè la 4* divisione, quella di centro delle tre sulla strada di Vigevano, si sposti da Trecate verso il ponte del Ticino, e che la 3* divisione, la più. settentrionale delle tre, si tenga pronta a rincalzarla. La 2* più a sud, deve invece spingere delle ricognizioni lungo la riva dei Ticino, e null'altro. Il General maggiore resta in attesa delle mosse del nemico. Scocca il mezzogiorno: è la guerra! Ma le truppe restano immobili: nessun accenno d'attività nemica sull'opposta sponda, nessun rombo di cannone dal lato di Pavia! Dopo un'ora e mezzo d'estenuante attesa, il Capo ordina di dar principio alla predisposta ricognizione oltre il Ticino: primo il Re, colla compagnia bersa­glieri divisionale, tocca la sponda lombarda! Poco dopo giunge al Comando su­premo una lettera del generale Bes, comandante della 2* divisione, il quale conferma che non v'è traccia d'attività nemica davanti a lui, ma gli risultano concentramenti austriaci in Binasco, verso Pavia: se fortemente assalita, la piccola divisione lombarda difficilmente potrà sostenersi! Lo Chrzanowski, ricevute queste notizie, si limita a far ordinare all'equipaggio da ponte di rimanere a Novara fino a nuovo ordine . Il che significa che il General maggiore non pensa più a passare il Ticino con tutto l'esercito. Ma viceversa la ricognizione oltre il fiume si muta in una ricognizione in forze: fra le due e le cinque l'intera 4* divisione passa il fiume, e udito che il villaggio è sgombro si spinge fino a Magenta, col Re e collo Chrza­nowski. Ma la ricognizione ora s'arresta, senza mandare avanti, in esplorazione, neppure qualche piccolo nucleo di cavalleria! E il generale Pcrrone, giunto da Galliate al ponte di Boffalora colla 3a divisione, riceve fra le cinque e le sei, ordine di retrocedere, riportando la brigata Savona .addirittura a Galliate, e la* sciando la brigata Savoia a Trecate. A buio, il Re e il General maggiore tornano a Trecate: l'intero pomeriggio è passato in una plumblea incertezza: il nemico si sta ritirando dietro l'Adda o si prepara a sboccare da Pavia? Il Generale polacco si sente più che mai legato alle mosse del nemico, mosse che non riesce a intuire. Per una guerra offensiva, di carattere rivoluzionario, non c'è male! D'altra parte nessun Ufficiale del Comando supremo è stato messo di collegamento o mandato per un'ispezione alla Cava! Verso le. sette, da Trecate, scrive al ministro della Guerra che essendo le notizie del nemico vaghe e contradditorie , il Re ha ordinato di spingere una forte ricognizione al di là del Ticino . Essendosi Carlo Alberto convinto che non ci Bono iorze nemiche sulla via di Milano, se n'c tornato a Trecate, dove ha fissato il Quarticr generale, in aspettazione d'ulteriori rapporti, dei corpi fiancheggiatiti l'Armata , I corpi fiancheggiatiti sono la brigata Solaroli, e la 2* divisione:: non si resta in attesa di rapporti dalla divisione lombarda, dunque; e del resto il Comando supremo piemontese non ha disposto alcun servizio di collegamento col Raraorìnol
Comunque, alle otto di sera si hanno le prime notizie circa gli avvenimenti della Cava; e proprio da parte del Comando della 2* divisione. U tenente Casati,