Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno <1950>   pagina <406>
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Piero Pieri
Da questi due ordini d'operazione risulta che anche dopo le informazioni del Casati il General maggiore non spinge ovanti neppure le due divisioni di testa, ma solo il Quartier generale della 1* divisione, e prescrive alle due divisioni unica' mente delle ricognizioni per avere notizie. Solo quando, si sarà assicurato che il nemico ha invaso la Lomellina, il Bea dovrà cominciare a concentrare le s.ùe troppe sopra a Vigevano! . Ma v'ha di più. Dai due ordini appare che lo Chrza-ttnwski ritiene che tutto l'esercito austriaco sia sboccato o stia per sboccare in Piemonte, ma ancora rinume dubbioso se volgerà verso il Po o su Mortara, e sembra anzi propendere per la prima ipotesi: le poche truppe alla Cava non po­tranno impedire agli Austriaci di avanzarsi sul nostro territorio lungo il Po 5 ; le ricognizioni vanno fatte in primo luogo verso Sannazzaro; occorre vedere in mano di chi è ancora il ponte di Mezzana Corti! È un ritorno ai vecchi timori, d'un'azione austriaca contro Alessandria da Mezzana Corti e da San Nazzaro o Valenza! Probabilmente il Generale polacco pensa che la permanenza del Ramo sino dietro il Po possa pur sempre fondarsi su forti ragioni! Ma comunque non si spiega la persistente inazione: sotto qualsiasi punto di vista, in qualsivoglia ipotesi, egli dovrebbe agire! Non pensava di mettere in moto l'esercito appena udito il cannoneggiamento dal lato della Cava?
Alle dieci di' sera giunge al Comando supremo il maggiore Bariola, inviato, con una sua lettera, come abbiamo visto, dal Ramorino, già la sera prima., La lettera dimostra che lo schieramento della divisione lombarda sulla destra del Po è stato da lui predisposto non per ragioni di forza maggiore, ma dietro una sua interpretazione personale delle notizie relative ai movimenti del nemico, accom­pagnala da una cavillosa e insostenibile interpretazione di ordini abbastanza espli­citi. Parrebbe allora logico che il dubbio d'una mossa austriaca contro Alessandria dovesse del tutto svanire, e che lo Chrzanowski mettesse finalmente in moto tutto l'esercito. Invece, nessuna nuova misura al riguardo! Il General maggiore si limita a mandare un ordine scritto al Jtaniorino di cedere il comando della divisione lombarda al brigadiere più anziano,, .generale Manfredo Fanti, e di venire pronta­mente al Quartier generale; e un secondo ordine scritto ai Fanti, d'assumere, il nuovo comando attenendosi il più possibile alle istruzioni già ricevute dal Ramo­rìno. È evidente che contìnua la maggiore incertezza da parte del condottiero delle truppe piemontesi, il quale si guarda bene dal dare al nuovo comandante della divisione lombarda un ordine chiaro ed esplicito, quale la nuova situazione richie­derebbe in realtà lo Chrzanowski ancora teme per Alessandria, e non osa ordinare esplicitamente al Fanti di ricollegarsi a qualunque costo, colla 5* divisione e la brigata d'avanguardia, per Gcrola e San Nazzaro o per Valenza e Canditi, al grosso!
L'incertezza, accompagnata da una funesta inazione, dura ancora per alcune ore. A notte fonda, presumibilmente verso le tre del 21 marzo, giunge una comuni­cazione del Bea, datata un'ora e mezzo del 21, unita a una lettera dell'Intendente della provincia della Lomellina, da Mortara, datata 20 marzo, ore 22 e mezzo, ove ai dice che gli Austriaci hanno occupato la Cava, Carbonara, Zerbolò; poco dopo le sedici e mezzo erano presso Groppello; pare clic diecimila uomini già siano ora presso Garlasco, vale a dire a sedici chilometri da Mortara. Il Bea nel trasmettere la lettera, dopo aver detto che le sue previsioni si verificano, aggiunge che ha disposto per le necessarie ricognizioni, e che dà ordine di concentrare la divisione, e si prepara a precederla in Vigevano. Spera che per le sette questa possa essere in posizione, si da poter fronteggiare da ogni lato il nemico.