Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno <1950>   pagina <408>
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Piero Pieri
verso Mortara; poi ha finito col ritenere possibile solo quest'ultima ipotesi. Inizia­tasi l'apertura delle ostilità, sono tornali i dubbi; che l'attacco anziché a Mortara potesse volgere al Po, a Mezzana Corti e a San Nazzaro ; poi che volgesse a nord, ina con uguale possibilità d'aver come direttrice principale Vigevano anziché Mortara; e ha perso ore preziosissime nell'attesa di notizie sempre più precise, vale a dire ha lasciato che il nemico avanzasse fino al momento in cui le contro misure sarebbero fatalmente risaltate tardive. E fino alFutimo è rimasto incerto; e di conseguenza l'opera di collegamento fra le due masse di Mortara e di Vercelli è risultata difficile; e per di più tardiva. Che troppo generici erano gli ordini alla 2* e specialmente alla 1* divisione di prendere una posizione dinnanzi a Mortara verso Garlasco, per difendere ove occorra la detta città e mantenersi nella posizione difensiva dinnanzi Mortara. Per di più quest'ordine giungeva al Du­rando a Mortara alle Undici del 21 ! Lo Ckrxanowski si rendeva invero conto di tale insufficienza, e mandava il proprio Capo di stato maggiore, Alessandro La Marinoni, a Mortara; ma lo inviava senza ordini scritti, senza autorità ben definita, dopo avergli indicato a voce, sulla carta, la posizione che occorreva assumere avanti a Mortara, sia per una necessaria difesa in profondità, sia per i collegamenti e là concomitanza d'azione colla massa di Vigevano. E si decideva a inviarlo da Vige­vano, dopo le dieci, e il La Marmora non arrivava a Mortara che all'una! E allora soltanto cominciava ad arrivare, a sostegno del Durando la divisione di riserva, partita da Novara fra le sette e le otto, e un suo reggimento di cavalleria giungeva alle quattro, e il reggimento Cacciatori delle Guardie, dislocato a Cameri e al ponte di Turbigo, addirittura verso le sette!
E dal lato di Vigevano, se la 2* divisione giungeva in posizione alla Sforzesca, verso le otto, e dopo aver spinto avanti un'avanguardia a Borgo San Siro, la 3* di­visione arrivava colla brigata Savoia, rimasta a Trecate, poco dopo mezzogiorno, ma colla brigata Savona, rispedita a Galliate la sera prima, solo alle diciassette e mezzo ; e la 4* divisione, del Duca di Genova, era sul posto verso le diciotto. Ossia, l'esercito che avrebbe dovuto muoversi alle tredici del 20 marzo, ed essere nelle nuove posizioni la sera, cioè dopo sei o sette ore; avvertito alle venti, vale a dire, sette ore più tardi, era riunito nelle nuove posizioni là sera dopo, verso le sei, ossia non dopo sei o sette ore, ma dopo venti ore!... Conseguenza di questo si era che a Mortara non veniva presa la migliore posizione avanzata dietro la roggia Biraga, che avrebbe permesso un'assai migliore difesa tattica; e dall'altro lato agli Austriaci erano lasciati Borgo San Siro e soprattutto Gambolò, posizione quest'ultima di capitale importanza per la progettata manovra sul fianco destro austriaco. Tardive e mal coordinate le mosse piemontesi, per la continua indecisione del Generalissimo. Gli Austriaci avanzano il 21 tardivamente, per fortuna dei Pie­montesi muovendosi fra le dieci e le undici, con tre Corpi sulla strada Pavia-Mortara, un Corpo dì copertura a sinistra e uno a destra. Quest'ultimo, invia a sua volta due colonne fiancheggiami verso Vigevano, un primo e un secondo fiancheg­giamento del fiancheggiamento, per così dire, e si hanno i combattimenti di Borgo San Siro colla colonna Montcvccchio d'avanguardia, poi della Sforzesca e quello detto impropriamente di Gambolò. E una metà del TP Corpo austriaco, circa dieci battaglioni, finisce coll'essere assorbito dalla lotta. Nella fase culminante, fra le sedici e le diciotto, lo Chrzanowski non riesce a contrapporre alle forze austriache, di tre sue divisioni, che la brigata composta della 2* divisione, e un reggimento della brigata Savoia della 3* divisione; e ad onta del valore delle truppe, e della