Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO ; CHRZANOWSKI WOJCIECH (ALBERTO)
anno
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1950
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pagina
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409
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// generale Chrzanowski e la mancata difesa, ecc. 409
bravura del generale Bes, i Piemontesi devono contentarsi di mantenere le posi* noni della Sforzesca, rinunziando non solo a Borgo San Siro, ma anche a Cambolò. Esempio tipico di dispersione e cattivo impiego delle forze! L'incertezza e la confusione mentale del capo si traducono sempre in dispersione di forze! E ancora nella giornata del 21 il General maggiore rimane dubbioso, se la pressione austriaca verso Vigevano non rappresenti la direttrice strategica dell'offensiva nemica! Dopo tante rovinose esitazioni e incertezze, allo Chrzanowski non restava altro da fare che scaricare ogni colpa sulla disobbedienza del Ramorino, e sulla poca solidità delle truppe! Ma a parte il fatto che il Ramorino, come un recentissimo studio di Carlo Pischedda dimostra, era stato messo al comando della divisione lombarda da Carlo Alberto, il 22 ottobre 1848, proprio per impedire che questa sconfinasse in Lombardia per sostenere il moto mazziniano di Valle d'Intelvi e un'eventuale insurrezione di tutto il Lombardo-Veneto, a parte il fatto che la defezione del Ramorino aveva un precedente ben più grave e rimasto impunito,'nell'abbandono della linea del basso Adda all'apparire delle prime avanguardie austriache, il 1 agosto 1848, da parte del generale marchese Seyssel di Sommariva, comandante della 1* divisione, sta il fatto che la disobbedienza, per quanto grave, non avrebbe avuto le conseguenze deleterie ben note, se il Capo dell'esercito piemontese avesse davvero agito colla necessaria chiaroveggenza ed energia; se non si feo'e mostrato uno spirito irresoluto, di scarso intuito, incapace di sicure e rapide decisioni, privo insomma delle qualità del vero capitano. Già il Pinelli, non certo benevolo al Ramorino, nella Storia Militare del Piemonte (IH, 838-39), aveva scritto, nel 1855: A me pare die siasi sempre attribuita importanza soverchia alla disubbidienza di Ramorino: il non contrastato varco del nume ed il non difeso punto della Cava, furono certamente circostanze gravissime che funestissimo effetto produssero sul morale del soldato, e con tutta giustizia quel traditore pagò il fio della sua rea condotta; cionulladimeno la campagna era lungi dall'esser perduta, e con un avversario intraprendente a fronte il maresciallo avrebbe forse dovuto amaramente pentirsi d'aver oltrepassato il Ticino: ma il generalissimo di Carlo Alberto, dispiegando una inesplicabile lentezza e non avendo occupata a dovere la posizione, invece della vittoria preparo onta e sconfitta a quell'esercito i cui destini erangli stati cosi improvvidamente affidati. Oggi, colla conoscenza esatta degli ordini d'operazione del Generale polacco, si può pienamente convenire col meditato giudizio del Generale piemontese. Non sappiamo proprio su quale fondamento l'ultima rapsodia earloalbcrtina, quella del Rodolico, asserisca (IH, 544-45) che per quanto sorpreso e irritato per la disobbedienza del generale Ramorino, e però costretto a mutare subito fronte all'armata, il generale Chrzanowski, la notte dal 20 al 21, dimostrò calma, dando saggiamente ordini, che furono prontamente esegniti, per concentrare le forze a Vigevano e a Mortara. vero esattamente tatto l'opposto!...
Un'ultima osservazione mi sia ancora concessa. Perchè lo Chrzanowski scelse come principale direttrice strategica quella della strada Novara-Milano? H Duca di Genova, nella sua relazione, assai meno serena di quella del precedente anno, dice che il piano scelto dal General maggiore era il più ardito >, perchè distaccandoci dalla nostra linea di ritirata, invitavamo il nemico a porlarvisi ; ma allora stava in noi, attaccandolo di fianco con energia, sorprenderlo durante il suo movimento e prendere per noi il vantaggio della mossa . Si sarebbe dunque trattato d'ima vera trappola tesa al nemico, per farlo entrare nella zona fra il Ticino e la Sesia, e batterlo con un'azione sul fianco, separandolo dalla propria base d'opera-