Rassegna storica del Risorgimento
LEVI PRIMO ; CRISPI FRANCESCO
anno
<
1950
>
pagina
<
411
>
FRANCESCO CRISPI, PRIMO LEVI E LA RIFORMA
Nell'Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri tra i molti e polverosi incartamenti della Direzione generale per gli Affari commerciali, mi è stato possibile rinvenire un fondo documentario al quale è stato poi dato il nome di Archivio Primo Levi.
Trattasi di un fondo molto vario comprendente oltre ad incartamenti officiali del Ministero, gran numero di carteggi privati, di pubblicazioni manoscritte e a stampa, di riviste e giornali dell'ultimo ventennio del secolo XIX e dei primi anni del XX. In esso, dopo un paziente lavoro di spoglio e ordinamento, ho potuto isolare un folto complesso di lettere, biglietti e appunti autografi di Francesco Crispi dal 1878 al 1893, per eirca un quindicennio, dunque, e siamo di fronte, come ognuno vede, ad un periodo deli* carissimo della storia italiana unitaria.
Converrà, anzitutto, chiedersi come e perchè queste carte crispinc si trovino presso l'Archìvio Storico degli Esteri.
Il Crispi, si sa bene, durante il suo primo Gabinetto, dal 31 luglio 1887 al 6 febbraio 1891, tenne Vinterim degli Affari Esteri; non è questa, tuttavia, la ragione che spiega la presenza di sue carte personali in quella sede: la ragione è un'altra, quasi occasionale, come vedremo.
Il Crispi, anche questo è noto, nella sua lunga vita svolse una vasta attività giornalistica. A soli venti anni, a Palermo, nel 1838, fonda YOreteot giornale di utili cono* scense e di letteratura avente per motto acuens virum ad virtutem.A) Ma l'ultimo dei suoi giornali, e il più importante, è La Riforma, fondato a Firenze nel 1867, insieme con Filippo De Boni, 2) Benedetto Cairoli, Giuseppe Carcassi e Agostino Bertani, uno dei quotidiani più rappresentativi della fine dell'Ottocento. Questo giornale il cui titolo, seguito dal motto b aconiano instauratio fadendo ab imis fundamentis, insieme con il nome dei fondatori, ne rivela il carattere, era, per lo meno all'origine, un organo della cosiddetta sinistra costituzionale. Il primo numero, apparso il 4 giugno 1867, conteneva il programma della coalizione politica cui faceva capo: rispetto dello statuto albertino, pieno esercizio della libertà, religiosa, riforma dell'ordinamento nazionale, indipendenza dell'autorità giudiziaria, riforma del sistema carcerario, riforma e sviluppo dell'istruzione pubblica, semplificazione amministrativa, riforma fiscale (con applicazione di imposte progressive), snellimento della vita economica. Un programma ancor oggi, a distanza di altre 80 anni, non privo di attualità e di interesse.
Il giornale si stampò a Firenze sino al 1870;3) poi, con il trasporto della capitale a Roma,-vi si trasferì. Verso il 1874 subì un'interruzione e riprese le pubblicazioni il 16 gennaio 1878 divenendo l'organo di Francesco Crispi e del suo circolo; si può anzi dire che Crispi ne fosse rimasto l'unico finanziatore ed animatore.
i) Il giornale si occupò anche di politica e non vi mancarono frecciate al governo borbonico. <- * -i
2) Su di questi confronta la comunicazione fatta da G. Ferretti nel presente, congresso, FUippo De Boni e le sue dimore in Isvizzera.
3) jel 1869, sotto la direzione di Antonio Oliva, La Riforma sostenne aspre battaglie per la questione della Regia.