Rassegna storica del Risorgimento

LEVI PRIMO ; CRISPI FRANCESCO
anno <1950>   pagina <414>
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414 Enzo PiscitM
sempre, rispetto agli articoli riprodotti ne La Riforma, grande interesse e costituisce oggetto di ntili raffronti.
Si potrà ancora esprimere il dubbio che, data la natura di questo secondo grappo di lettere, il Crispi appaia sotto un tono sostanzialmente falso in quanto egli, come finanziatore e ispiratore di un giornale dì opposizione (salvo* s'intende, nei periodi in cui è al governo e il giornale diventa governativo) non riproduce, per ragioni polemiche contigenti, il suo reale pensiero. H che certamente risponde al vero, tanto più quando si pensi che La Riforma, una volta divenuto il quotidiano di Crispi, più che rappresen­tare una parte dell'opinione pubblica tende a influenzarla e ad accentrare attorno a lui le fòrze di un partito che faccia unicamente capo alla sua persona (partito che il Crispi non costituì mai anche se, in qualche difficile momento, riuscì a guadagnarsi lar­ghi consensi).
Comunque, conviene insistere su questo punto, la consultazione delle lettere che seguono gli avvenimenti di politica interna ed estera (e specialmente di quest'ultima, alla quale il Crispi rivolse sempre particolare attenzione) può essere molto giovevole allo studioso. Com'è risaputo, sul cinquantennio che va da Roma capitale alla prima guerra mondiale molto poco si è scritto, anche perchè, come avvertiva il Croce sin dal 1927 (e l'avvertimento vale, in parte, ancor oggi) ... per taluni punti ... mancano... i desiderabili lavori preparatori...1). La storia economica, industriale ed agrìcola, la storia delle correnti politiche e dell'opinione pubblica, la storia del progresso sociale oltrecchè politica di quel lungo periodo sono argomenti che soltanto da poco si vanno affrontando mentre il rilevante materiale esistente potrebbe formare argomento dì appassionanti ricerche ed esaurienti indagini. Tra questo materiale le lettere di Fran­cesco Crispi, di cui vado segnalando l'esistenza e che spero se mi verrà incontro il necessario aiuto finanziario di pubblicare costituiscono una fonte notevole per un proficuo contributo allo studio di vari momenti ed aspetti della vita italiana tra il 1878 e il 1893.
In uno stile rapido e sintetico quasi fatto di appunti, quando contenuto nello sforzo di vigilare il pensiero, quando eromperne nell'invettiva, Francesco Crispi com­menta gli avvenimenti: l'avvento della sinistra al potere, il primo Gabinetto De Pretis, il Congresso di Berlino, le delusioni che lo seguirono, la necessità di armarsi per difen­dersi, di una politica coloniale 2) (in un periodo in cui le maggiori potenze si procac­ciano territori coloniali e di sfruttamento dì influenza e facendo ciò circondano l'Italia nel Mediterraneo; questa, soprattutto questa, più che ambiziosi sogni imperialistici, è la grande preoccupazione di Crispi), il colera del 1883 e il terremoto di Casamicciola dello stesso anno, fatti di cronaca, avvenimenti grandi e piccoli di cui, al pari della
saria lima.... E l'avvertenza non è inutile perchè spesso troviamo negli autografi errori ed omissioni. Anche i brani qui riportati sono stati, talvolta, corretti.
A dimostrare quali amichevoli rapporti corressero tra i due uomini basterà ricor­dare che in una lettera del 15 febbraio 1880 (n. 2) il Crispi scrive al Levi: ... Io son fortunato di aver trovato in voi un interprete delle mie idee ma assicuratevi che a nulla sarebbero valsi i miei consigli se in voi il cuore e la mente non si fossero trovati pronti a riceverli e a fecondarli. Forse sarò stato il focile, ma voi foste la pietra focaia.,...
i) B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Bari, 1942, p. VII.
2) D Petrocchi si è soffermato sull'azione svolta da La Riforma nel campo della politica coloniale. Cfr.M. PETROCCHI, Inizi di giornalismo coloniale* La Riforma 1681-1887 in Rassegna Storica del Risorgimento (XXX), 1943, f. I, pp. 105-109.