Rassegna storica del Risorgimento
LEVI PRIMO ; CRISPI FRANCESCO
anno
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1950
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pagina
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416
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416 Enzo Piacilelli
Via via momenti di ripiegamento intcriore, di intensa indagine introspettiva si fanno più frequenti; e ai tonnine di questi sempre si trova o scopre esente da colpe e da errori.
Già in una lettera del 25 agosto 1892 (n. 1) sembra scusarsi con il Perelli: ... Io non ho fatto male ad alcuno. Nulla pretendo, nulla desidero.... Ma il 28 ottobre dello stesso anno (lett. n. 8), con puntiglioso orgoglio, scrive al Levi ... Io non ho gelosie; ed avreste dovuto esserne convinto dopo molti anni che mi avete avvicinato. Nulla spero dagli uomini che governano, né da quelli che stanno alle porte del potere. Desidero soltanto che coloro i quali vogliono salire in alto salgano il più presto possibile, affinchè li possa vedere alla prova prima che io scenda nel sepolcro...
In queste contrastanti espressioni si rivela, senza dubbio, un grave logorio morale e fisico. Ma il vecchio non vuole ancora arrendersi e, in effetti, quello che più lo debilita e mortifica è 1*impressione di esser tenuto in disparte, è, soprattutto, l'inazione. Di lì a poco, tuttavia, quasi a compensare questa triste sensazione, sarà chiomato, ad assumere nuovamente il governo.
Qui, come abbiamo già detto, la raccolta delle lettere crispine ha fine.
ENZO PISCITFLI.T