Rassegna storica del Risorgimento

1847-1848 ; CHIESA ; SARDEGNA (REGNO DI) ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <7>
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Problemi di politica ecclesiastica, ecc. 7
Pio IX consenziente nel biasimo per l'atteggiamento dei Gesuiti. Ne parlò il 15 dicem­bre in un'udienza concessa al ministro di Toscana, cavalier Bargagli, e pur esprimendo­gli rincrescimento per l'aperta ostilità pubblica contro la Compagnia, pur ammettendo che in seno ad essa vi erano membri, che avevano solo di mira il bene della religione, dichiarò che i Gesuiti si mettevano dalla parte del torto non abbandonando i paesi, dove la loro presenza poteva recar noie al governo, e dopo un momento di silenzio aggiunse: Del resto la nostra Santa Religione può prosperare anche senza i GesuitiI .') Una riflessione di questa natura tradiva il processo psicologico, che si stava com­piendo nell'animo del Papa, il quale in quei giorni risenti vivamente, anche nel fisico, gli effetti di un'altra scossa morale, causata dall'esser venuto a conoscenza degli apprez­zamenti espressi intorno ai Gesuiti, in una lettera privata, dal celebre padre Ventura. Questi aveva asserito, in definitiva, rincompatibUità della Compagnia nello stato attuale delle cose . Chiamato dal Pontefice e trattenuto in lungo colloquio, chiari pro­babilmente il suo pensiero, lasciando l'augusto interlocutore profondamente colpito.2) Prima di giungere però ad una vera e propria riprovazione, si agitò la questione della possibilità e dell'utilità di riforme da introdurre o da imporre alla Compagnia. Consisterebbero queste: 1 in una dichiarazione che farebbero i Gesuiti di volersi astenere d'ora innanzi dal fermar la loro dimora nei paesi ove una parte importante della popolazione si mostrasse loro avversa; 2 nel rinunziare per l'avvenire a qualsiasi eredi tà che potesse esser loro lasciata . *) Ma l'adottare queste od altre misure non pareva entrasse negli intendimenti dei membri della Compagnia. Il 26 dicembre, por­tando egli stesso il discorso sulla scottante questione durante un'udienza concessa al Pareto, Pio IX gli espresse apertamente a il dispiacere ch'egli prova [va] tanto nel sapere [la Compagnia] fatta oggetto della pubblica avversione, quanto nel non essere dalla stessa secondato in quei divisamenli ch'Egli consiglierebbe a suo vantaggio. Pretendevasi, soggiunse il Santo Padre, che io dovessi fare nell'ultima mia allocuzione
i) Il fatto è riferito dal Pareto nella confidenziale del 16 dicembre 1847, diretta al San Marzano, ed è accompagnato da questo commento: L'opinion exprimée par le St. Pére dans cette eirconstance à l'égard de la Compagnie, me parait d'une trop haute importance pour que je ne m'emprcsse de la référer à Votre Excellence, et comme c'est du Ministre de Toscane que je tiens les détails de cet entretien je crois que l'on ne saurait douter de son autentici té.
2) Nella confidenziale del 20 dicembre 1847, n. 34, il Pareto scrisse: La leggiera indisposizione di cui soffriva il St0 Padre, e che accennai nel mio precedente rapporto, sembra essere diminuita, avendo Egli potuto assistere ieri alla solita cappella Pontificia. Da quanto mi viene asserito da persona degna di fede, ad aggravare siffatta indisposi­zione avrebbe contribuito il gran dispiacere provato da S. Stft nel ricevere da Parigi una lettera autografa scritta colà dal P. Ventura e nella quale, mentre discute la questione dei Gesuiti, vuoisi da Lui provare l'incompatibilità della Compagnia nello Stato attuale dèlie cose. Questa lettera diretta dal P. Ventura ad un suo amico, venne da questi ceduta pel prezzo di quattromila franchi, e fu spedita direttamente al St0 Padre, il quale spiacevolmente sorpreso che da un religioso di tanto nome qual'ò il P. Ventura partisse l'espressione di tali sentimenti, lo fece chiamare ed ebbe seco lui un lungo abboccamento, da cui forse potò risultare l'irritazione nervosa che in Lui si palesò.
3) Qualunque sia la consistenza di.queste due misure, emerge però osserva il Pareto nella citata confidenziale del 20 dicembre il fatto importante della riunione in questa Capitale dei membri piò rispettabili delle diverse caso, dalla qualcosa è facile dedurre poter essere effettivamente intenzione della Compagnia di prendere un qualche provvedimen to atto a calmare l'avversione che si dimostra contro di loro .