Rassegna storica del Risorgimento

MARIA CAROLINA REGINA DI NAPOLI
anno <1914>   pagina <352>
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toinnviri, il quale dà singolare impulso aU'ariuamento,; all'organiszazione ed al riconcentramento dell'armata repubblicana, poiché il suo sogno era la. guerra. H 14 aprile il Mnnviro emana un proclama pieno di palpiti d italianità;, li seguito del quale: a Soma affluiscono tutti t profughi del vari stati d'Italia. Così, conclude egregiamente fautore, la èofiip pencolante negli altri stati d'Italia si e venuta restringendo a Berna, gran madre che tutti gli italiani raccoglie, nella guisa stessa elle il san­gue si condensa nel cuore dèli morente.
L'allocuzione del eoncistoro segreto di Gaeta (22 aprile A0) era,la p .esplicite confessione del pontefice nell'avere chiamati gli stranieri, per iwendieare il civile principato della sede apostolici E quando il generale Oudinot con J snoi francesi giunse a'Civitavecchia, l'esercito repubblicano era pronto a riceverlo. U triunviro diatthera di respingere la forza con la forza e sedendo in permanenza, guida le sorti della repub­blica con finissima arte di governo. L'autore descrive con penna maestra la battaglia del 30 aprile nella quale rifulge il genio di Garibaldi.
che sopra tutti coni'aquila vola.
Mette in evidenza i contrasti dell 'Eroe con Mazzini e gli altri triun-vìri sull'opportunità d'inseguire il nemico ohe fugge per annientarlo. Que­sta divergenza di parere fu causa dell'arbitraria soriana di aribaldi e del suo. vive risentimento quando venne richiamato; e l'autore la fa molto. bene risaltare, traendone un'apprezzata conclusione che, qualora Garibaldi avesse avute libertà dziené;, .avrebbe fagliato, Ta vinata aj Francesi: e j avrebbe sgominati. E poiché i francesi orano?6eowrggia'tìted esauriti, men­tre i Keniani potevano disporre di .truppe fresche è piene di entusiasmo, si poteva arrivare un sotto tfg .mure di Civitavecchia, ove era II batta­glione Manara, e cosi i fjanigesT ai sarebbero trovati tra due feiochi e fra le due alternati, o tutti'motóre, o tatti prigionieii2Jn tale raanìeìa non avremmo, forsèy aTyiito Fate-sodio -di Roma.
Echeggiavano ancorala, liounv le gridìi della vittoria del 30 aprile, quando eBewato borbonico si avanza, tfontee la Repubblica, ti prescelto per affrontare il nuovo nemico è Garibaldi, il quale con ardita marcia notturna uscendo dn Porta del Popolo arriva prbvviso sul ntnròdestrt dei napolitani e li sgomina, ottenendo la nuova vittoria di Palestrina. Dopo la giornata di Palestrina il nome di aribaldi echeggia di bocca Ini bocca.
Oltre ai3J*ttncesI ed- ai Napoletani* m terzo ed un quarto nemico: mi naccumo la reptthMtioa, Tedeschi e Spagnoli, in questo di fltóile frangente, reso pia difficile dalle rìstretjteajze finanziarie della repubblica e dai sobil­latori interni, il triun virato vide la necessità di ritoccare il riordinamento delle truppe, nominando Garibaldi génce: ddt*one ed affidando 11 comando in capo .dell'esercito al generale Rosselli;*