Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO
anno
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1951
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pagina
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97
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Le avventure elettorali' di Salvemini, ecc. 97
accusa.1) Nel giorno del tentato omicidio si vide circolare nelle strade di Tcrlizzi nn noto criminale che stava scontando la sua pena nel carcere cittadino. È probabile die quell'uomo fosse stato momentaneamente rilasciato e incaricato di commettere il delitto. Si sapeva die quell'uomo era in prigione e ciò costituiva un alibi in suo favore.
A 13itonto, una settimana prima del giorno delle elezioni, il commissario di polizia Brogiotti ordinò che fosse liberato dalla prigione il criminale Domenico Ungaro, soprannominato li Tignoso e lo mise a capo dei mazzieri. Furono coni* messe contro i contadini ogni sorta di provocazioni. Durante uno dei comizi in cui parlò Salvemini, la polizia ricevette l'ordine di perquisire migliaia di contadini che si assiepavano nella piazza. La perquisizione fruttò soltanto pochi coltelli, ma offrì ai mazzieri una buona occasione per somministrare una forte bastonatura ai contadini dopo che questi erano stati perquisiti a piccoli gruppi. Segui una caccia all'uomo nelle strade di Bitonto, in cui furono ferite diverse persone e non furono risparmiati neppure i vecchi e i faneiulli. La città rimase in balia della malavita. Ognuno conosceva gli aggressori, ma la polizia si guardò bene dell'arrestarli.
Un gruppo di insegnanti secondari fautori di Salvemini, che avevano cercato di ottenere che la distribuzione dei certificati elettorali ai contadini avvenisse più speditamente anziché essere deliberatamente ostacolata, e che avevano tentato di ottenere l'arresto di alcuni criminali dei cui atti di violenza erano stati testimoni, furono costretti ad abbandonare la ritta dopo essere stati insultati, minacciati e presi a sassate. Lo stesso accadde agli altri due amici di Salvemini a Bisceglie.
Principale sostenitore di Salvemini a Bitonto era il prof. Giovanni Modugno, uomo rispettato da tutti. Egli fu avvisato ripetutamente che correva rischio di morte se non avesse consentito a ritirare l'appoggio alla candidatura di Salvemini. Modugno respinse ogni offerta di riconciliarsi col candidato governativo. Ma gli amici lo convinsero a non rischiare invano la vita in una lotta elettorale, che doveva considerarsi perduta in anticipo. Egli fu scortato dalla polizia fino alla stazione e cosi, alla vigilia del giorno delle elezioni, il partito dd candidato governativo Cioffrese rimase padrone della città. Altri sostenitori di Salvemini a Bitonto furono paralizzati con atti di violenza o con minacce. E nel giorno delle elezioni, siccome tutti gli scrutatori appartenevano d partito governativo, si verificarono diversi mi* racoli. Parecchi morti si levarono dalle loro tombe e un buon numero di emigrati che vivevano in America dettero il loro voto a Cioffrese.
A Molfetta la presenza di Salvemini e di altri oppositori avrebbe dovuto moderare lo zelo della polizia. Tattica del prefetto fu quella di privare Salvemini della massima parte dei voti nelle altre località in modo da controbilanciare i voti che avrebbe ricevuto nella sua città natale. Tuttavia, per evitare delle brutte sorprese, bisognò prendere delle precauzioni anche a Molletta. II commissario di polizia Ippolito lasciò mano libera al guappo della coppola, al barbuto al senza naso d rane in collo e Rimili campioni della malavita dai nomignoli pittoreschi. E a mano a mano che si avvicinava il giorno delle dezioni si moltiplicavano le minacce, i pugni, i ceffoni, le bastonate e le revolverate contro i locali (falle leghe contadine. Un centinaio di contadini che andarono a Bari a protestare dd prefetto Gasparini, non furono neppure ricevuti. I professori Papdeoni e Lombardo Radice scoprirono due sere prima delle elezioni in una casa vuota di fronte
') Vedi l'Unità, 17 ottobre 1913, e G. S., L'elezione di Bitonto, pp. 16-17.