Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO
anno <1951>   pagina <101>
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LIBRI E PERIODICI
MABC BLOCH, L'Apologia della Storia (Saggi, 137); Torino, Einaudi, 1950, in-8 pp. 178. L. 900.
L'opera postuma di Marc Bloch, il grande storico francese trucidato dai nazisti nel 1944, meriterebbe ampia e diffusa trattazione dei problemi storiografici e metodo­logici in essa affrontati. Concezione storiografica ed impostazione metodologica che derivano direttamente da tutta l'opera scientifica dell'illustre Maestro, la conoscenza della quale è presupposto indispensabile per comprendere nella loro profondità le pagine di questa apologia della storia, fatta da uno storico che aveva fede nel suo mestiere.
Non si tratta di un libro di filosofia della storia, perchè Bloch, come quasi tutti1 gli storici francesi, è alieno dell'inquadrare la'scienza storica in rigidi schemi filosofici e crede con Lucien Febvre che tutte le idee d'uno storico si ricavano dalla storia. E non si tratta neppure di uno di quegli utili ma aridi ferri del mestiere che sono i manuali di metodologia, invero cari a molti storici francesi. E- piuttosto la confes­sione interiore di un uomo di studi, in un momento particolarmente grave della sua esistenza, la riaffermazione di un'intima unità spirituale tra lo studioso e l'uomo, per cui senso storico e senso morale si risolvono in un'unica potente aspirazione di vita.
Bloch iniziò la sua attività scientifica studiando il problema della libertà nel Medioevo: libertà non delle istituzioni, delle leggi, dei sistemi giuridici ed economici, degli stati o delle Nazioni, ma degli uomini, direttamente delle persone umane che sono i soggetti di istituzioni, di sistemi e di stati. È l'uomo il soggetto e l'oggetto della storia. E la libertà degli nomini Bloch studiò nei suoi lavori fondamentali sulle origini della storia rurale francese, sulla società feudale e sulla lotta per l'individualismo agrario nella Francia del sec. XVIII.
Se la libertà è stata l'istanza spirituale che Io ha spinto alla storia, quando nel­l'introduzione dell'Apologia Bloch si pone il grave interrogativo dell'utilità della storia, non può rispondere se non con un secondo e più profondo interrogativo: che cos'è la storia? La storia è per lui la scienza degli uomini nel tempo, la più difficile delle scienze, concreta e reale unità di attuale e non attuale, di passato e presente (cap. I). Il secondo e terzo capitolo sono dedicati alla osservazione e alla critica storica, base scientifica quest'ultima della scienza storica e nata, secondo Bloch, con il raziona­lismo cartesiano. Ma la critica non è essa stessa storia, deve diventare analisi storica (cap. IV) perchè dalla diversità dei fatti umani si arrivi a comprendere l'unità delle coscienze umane. Bnuwo GATTA
ANGELO DB BENVENUTI, I Castelli friulani; Udine, Camera di Commercio industria e agricoltura, 1950, in 4, pp. 283, con taw. S. p.
Monte, monte, e monte ancora torrenti che divallano lungo le chine erbose e giù per le frane dirupate delle roccie selve di castagni che invecchiano all'incessante fragore delle cascate solraghi casolari che difendono l'uomo nelle solitùdini della natura antichi castelli che torreggiano sui picchi delle rupi come falchi aleggianti nell'aria.,... Cosi romanticamente appariva il Friuli nell'ottobre del 1850 ad Ippo­lito Nievo, il Friuli con tutto l'orrore della sua matèria, con tutta la semplicità dello spirito de' suoi abitanti. (Cit. da A. Luzio, Profili biografici e bozzetti storici, Milano, 1906, p. 278). Uno di quegli antichi castelli, distrutto con la caduta della Serenissima,