Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CONGRESSI STORICI
anno <1951>   pagina <170>
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170 I lavori del Congrèsso
Le tappe ultime del cani mino del nostro Istituto sono davvero significative: Congresso di Milano, Congresso di Roma, Congresso di Trieste.
Milano che vide l'idea concretarsi nei moti rivoluzionari del 1848; Roma che conobbe le vicende che la consacravano capitale d'Italia e, finalmente, Trieste, dove rimila della Patria trovò compimento con lo sbarco delle troppe italiane e con l'annessione di queste terre all'Italia.
Mirabile sintesi di anni che conoscono il rigore della vigilia, l'abbattimento delle sconfitte, l'ardore della lotta, la gioia della vittoria, la mortificazione del tradimento, la pena del carcere e la gloria del martìrio.
Mirabile sintesi di speranze, di eroismi, di tenacia, di valore, di volontà che, in definitiva, darà al popolo italiano, fatto esperto e cosciente attraverso le dure esperienze della prima guerra mondiale, la Patria costituita in unità nazionale e rispettosa delle democratiche libertà.
O Signori, non io posso dire se in quel momento il Risorgimento nazionale possa considerarsi compiuto.
Spetta a Voi studiosi, abituati ad analizzare il fatto storico nei Buoi precedenti e nelle sue conseguenze; nei pensieri e nelle idee che lo hanno determinato, ed attraverso gli uomini responsabili che lo hanno voluto e vissuto.
Spetta a Voi, o Signori, di affermare se col 1918 il Risorgimento possa consi­derarsi compiuto o se perduri ancora.
O Signori, qualunque possa essere la vostra risposta noi constateremo che l'esigenza che ha spinto gli uomini a complottare, a difendersi dal terrore, ed auspicare un clima di libertà e di giustizia e di pace l'abbiamo conosciuta pur noi che possiamo definirci i tardi nipoti degli uomini del 1848.
E questa suprema esigenza perdura ancora perchè non tutti gli Italiani sono uniti entro un unico confine e non tutti gli Italiani possono dirsi liberi nell'eser­cizio dei più elementari e sacrosanti diritti. Clima da 1848?!
Non sono io che posso dire se gli incubi della persecuzione recente, e gli spasimi della deportazione inaudita, e l'eroismo della lotta partigiana, e il dolore di inenarrabili torture e la finale insurrezione del 1945 costituiscano altrettanti aspetti della vita del Risorgimento italiano considerato in senso strettamente ed obbiettivamente storico.
Non io, ma Voi, o Signori, che a questi studi vi siete dati con la generosità e con Io tenacia di chi vuol conoscere la verità, Voi, o quelli che verranno dopo di Voi dovranno pur dire se il Risorgimento si sia concluso nel 1918 o se sia ancora aperto nell'attesa che il diritto degli Italiani di Trieste e dell'Istria sta riconosciuto e tutti siano ricondotti entro un solo confine e ammessi a vivere nella sicura protezione delle leggi patrie.
Oggi, questa Trieste che vi accoglie in questa significativa cornice della sua nuova Università, pur essendo rimasta inserita nella vita economica e culturale della Patria, formalmente e stata riconsacrata all'Italia dalla dichiarazione tripar­tita del 20 marzo 1948, e dalla parola di un generale inglese che ha avallato la fede additando agli organi responsabili della politica mondiale-la sola soluzione possibile di questo nostro grave problema.
Ed allora vien {atto di pensare che, BC a Trieste poteva considerarsi chiuso il Risorgimento per il conseguito raggiungimento dell'unità d'Italia, a Trieste stessa potrebbe ancora una volta concludersi quando si sarà raggiunto un accordo