Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; CONGRESSI STORICI
anno
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1951
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pagina
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173
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I lavori del Congresso 173
Quella liberazione, o Signori, ebbe il suo venerdì delle tenebre nel maggio del 1945 e d'allora l'Università triestina e tnttc le altre Università d'Italia hanno accompagnato la nostra passione ed il nostro travaglio politico e nazionale con l'altissimo valore di una solidarietà che trovava sostanza nel diritto e monito nella giustizia.
Attorno a questa Università, attorno al vecchio italico Municipio, risorto a novella vita democratica baluardo supremo di civile difesa e fonte di ogni civile conquista noi Triestini e Istriani ci serriamo ancora più stretti che mai, oggi, in cui staccati violentemente dalla Patria, dobbiamo sentire nelle carni e nello spirito le mortificazioni d'una libertà limitata d'una moralità pagana, d'un diritto negato, per cui tutto il nostro mondo ideale ne esce profondamente adombrato.
Poco più oltre, Signori e gentili ospiti, un altro mondo sta perdendo senza esserselo meritato il dono insostituibile della civiltà romana, latina e cristiana, che nelle Università di Europa tutta ha avuto sigillo e conferma.
Quest'altura posta all'estremo limite dell'occidente e per essa Trieste nostra è diventata cosi l'estremo limite del diritto universale tratto dal solco glorioso d'una cultura che ha dato all'uomo le stimmate delle più alte qualità e virtù. Da essa partiranno gli insegnamenti e le illuminazioni che fanno d'una creatura primitiva un nomo civile e dotto; d'una folla un popolo cosciente e sano; d'un mondo una civiltà mirabile.
Dall'altra parte del colle un faro che ricorda gli eroi dei mare e segna con le tappe tragiche e gloriose del nostro primo Risorgimento la rotta alle navi che vogliono imboccare il porto a salvamento.
Ebbene, io mi auguro con la più pura sincerità dell'animo, come voi ve lo augurate dal cuore di appassionati eultori della nostra ardente storia patria, che il faro di questa Università acceso sugli spalti ultimi delle genti giulie, possa segnare all'Occidente la via per dare giustizia a Trieste e all'Istria e per elevare sempre più il tono alla sua giustizia sociale e all'Oriente il cammino per rientrare nell'umana famiglia nel.segno della civiltà di Cristo ch'è pure quella che ha fatto civili e grandi anche i suoi popoli.
il saluto del comitato triestino dell'Istituto per la storia del Risorgimento è porto dal presidente del Comitato stesso, prof. Pietro Sticotti:
A nome del Comitato Triestino dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano porgo un saluto fraterno e un grazie commosso a quanti vollero parte* ciparc a questo nostro patriottico convegno.
È questo il secondo congresso, col quale il Consiglio direttivo di Roma, grazie alla rinuncia da parte della nobile sorella Palermo, ha voluto onorare Trieste, capitale morale della Regione Giulia.
Il primo (che era il decimo della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento e 1 primo convocato dopo la vittoria delle armi italiane) si svolse in Trieste redenta, per il consenso dal Comitato di Genova, nell'aprile del 1922, a breve distanza dalla costituzione del Comitato per la Venezia Giulia e la Dalmazia, Comitato sorto a Trieste subito dopo la nostra redenzione, dietro invito doll'allora Presidente senatore Matteo Mazziotli e del prof. Ersilio Michel e con