Rassegna storica del Risorgimento
MARIA CAROLINA REGINA DI NAPOLI
anno
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1914
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pagina
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353
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RMiógmfia -33
Qui, e mi perdoni'. Fautore qtiesfe- aiooota confessione, il libro non spende troppe parole per fare risaltare il grave torto che ebbe il triunvirato nel posporre Garibaldi al Rosselli. E quali disgradate conseguenze queste pospo8ÌzioBiM?ea,cni è appassionato degli studi storici ben. conosce. L'unico che emmmm SI comandante in capo era Garibaldi, perchè su lai solo rifulgeva il genio della guerra, perchè tutti lo volevano. In tale maniera il trinnvirato commùsse due gravi errori prescelBe, a detrimento.-della repubblica, un epmandaote fcorieb, fiacco, priva d'iniziativa; reo un dualismo che in quei frangenti doveva evitarsi perciil dualismo nel comando fruttò sempre discordia. La .stotìaifniisoro fatto registra che insicomanaanti poterono andar- d'accordo., pe imi l'esercito neinico fu abbattuto, e furono i consoE.Claudio Nerone e yBiPIÓflanature. Ma quanti altri a quest'unico si oppongono per dimostrane ** il dualismo frutta sempre discordia,
J/autore eon ragionamenti seri ed avveduti, scagiona Garibaldi della sua disobbedienza, accorrendo all*avangnard!ia del corpo di spedizione (giornata di Velletri), quando sa eli'e il nemico si avanza all'attacco s;n tutta la linea ed il comandante in capo è assente. E mentre cita scritti competenti che elogiano Garibaldi pei* questo suo atto estremo d'iniziativa sul campo di battaglia, dice poi che Garibaldi nell'assumexé il comando dell'avanguardia nulla riferì al Rosselli. Forse questo :è" -inesattOj perchè Garibaldi spedì per ben tre volte Ugo Bassi, pregando il Rosselli che marciava alla coda delle riserve di accere, étf ànsi la liberta vote-.- nientre; il nemico1 .si preparava aH'attaccoi e Garibaldi aveva urgenìdsogni di rinforzi, Ugo Bassi trovò- il Generale in capo che assisteva alla distribuzione d'ai rancio d! una brigata ! lì sembra mandasse a dira a Caribaldi che con-; sinuato il rancio sarebbe accorso ! ! Certo che se Garibaldi non avesse avuto V intuito di resistere, fronteggiando il nemico e-riprenàen.d,0'ì?1pfie-*iva, non avremmo avuto la vittoria di Velfcfalr Perito die. me. Garibaldi, anche questa volta avesse avuto liberta, d'azione-,-, avrebbe inseguito il nemico 9 l'avrebbe distrutto.
3) Dalia missione Lmops al rttornoftel <mtafM a Moina* autore riporta molto estesamente le istruaoJit tìhe il ministero francese aveva date a Lasseps, inviandolo in Italia. Ritrae con molto lume gli sforzi del Lesseps coronati di poco successo, ed i continui incessanti contras efèbi il diplomatico lèd il generale Ondino 9 quale: voleva ad ogni costo riprendere le ostilità, ostilità che. quasi a Cadimento, riprende il 3 giugno, assalendo ed avviluppando du ogni punto la città.eoai.O mila uomini ed 80 pezzi. A porta San Pancrazio, da dove i nemici iniziano ì'jptscoo, è Garibaldi con la sua divisione, la quale sostiene f lUrtoamtySfàM* i nemici sono molti, bene jèauitì;: fgaribnldiiit pochissiini ed il generale è costretto ad adoperarli alla spieciolafca.
Qui ] .-aratore riporta molto opportunamente 1111 giudizio di Emilio Dan-
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