Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CONGRESSI STORICI
anno <1951>   pagina <178>
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178 I lavori del Congresso
devono analizzare i fatti clic sono dinanzi alla propria niente, dinanzi alla proprio, ricerca con animo sgombro di passioni, vorrei dire anche sgombro di affetti, per poterne coglierò il senso profondo. Attraverso la vostra meditazione, gli nomini semplici, gli uomini della strada devono saper scorgere nei campi della storio. Ma credo che anche voi non possiate estraniarvi da certe preoccupazioni di ordine generale e che anche voi, facendo questo congresso, facendolo oggi, 4 novembre, in Trieste, sentiate qualche cosa di diverso che se il congresso fosse stato fatto in altra città e in altra data.
Noi abbiamo tutti una grande preoccupazione: ed è giusta l'annotazione
di De Sanctis, questa meravigliosa figura, che se per voi è un maestro di scienza
e di cultura, per tutti noi, per tutti gli Italiani, è prima di tutto un grande maestro
di dirittura, di linearità di vita. Quando il De Sanctis dopo aver riaffermato
e chi dubita della sua profonda anima di italiano? certi sentimenti che sono
comuni ad ognuno di noi, ricorda la necessità di una convivenza pacifica dei
popoli dice cosa non inopportuna. Nessuno di noi vuole una cosa diversa, nessuno
di noi vuole attizzare faville che potrebbero poi provocare degli incendi da cui
tutti saremmo presi e ne avremmo delle conseguenze certamente cattive. Noi rei
sforziamo in tutti i campi di portare la serenità, di portare uno spirito
obiettivo per superare certe difficoltà che esistono anche al di fuori della volontà
degli uomini. Ma, certo questo spirito sano e pacifico degli Italiani, preoccupati
dell'oggi e del domani, non potrebbe essere considerato, non potrà essere con*
sidcrato come uno spirito di rinuncio, come uno spirito di acquiescenza docile
in questioni che non corrispondono, non a quello che è un piccolo interesse della
nostra Nazione, ma a quello che è un patrimonio che nessuno ha il diritto di poter
discutere e nessuno ha il diritto di poter intaccare (applausi).
Una rinuncia unilaterale in qualcosa che appartenga di diritto alla Nazione italiana, a mio avviso non rappresenterebbe soltanto un alto moralmente colpe* vole, ma rappresenterebbe un atto di nessuna validità storica. Non si creano con* dizioni di pace, di convivenza pacifica, accettando quelle che sono condizioni di ingiustizia. In questo modo si creano anzi le premesse per rendere molto più diffi­cile quella coesistenza che deve essere trovata su una base di intesa, su una base di giustiza fra tutti quelli che abbiano delle affinità.
Noi ci auguriamo sinceramente per tutta la nostra Nazione, per tutto il mondo che la serenità prevalga sulle crude passioni perchè qualche volta da questi piccoli focolai, che magari guardati nel quadro generale della realtà contempo* ranca possono sembrare dei piccoli fatti che interessano un piccolissimo settore del mondo, ma che, poi, spesso, si è portati a dover valutare nella loro gravità, quando ciò è troppo tardi per poter reprimere quelle che sono le condizioni che una politica errata o eccessivamente fatta al minuto, fatta alla giornata, pos­sono portare con danno non degli uni o degli altri, ma con danno di tutti, come dimostra l'esperienza che voi potete insegnare agli altri. Noi siamo oggi in una ma* nifestazione di cultura e riconosciamo che lo cultura deve poter molto in questo. Gli uomini devono poter trovare al di fuori di differenze di idee e di razza, al di fuori delle passioni politiche, devono poter trovare qualche punto di incontro, devono poter avere un linguaggio comune: problema grave che non è solo inter­nazionale, ma che è anche interno delle singole nazioni. Per questo noi crediamo che abbiano grande importanza tutte le manifestazioni della cultura e, se come accade nei momenti difficili, se qualche volto la cultura è costretta nel quadro