Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CONGRESSI STORICI
anno <1951>   pagina <179>
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I lavori del Congresso 179
del bilancio dello Sialo ad essere uno Cenerentola, a mio giudizio è arrivalo il momento in cui questa Cenerentola ha trovato nelle erigerne della realtà il suo principe azzurro.
Ricordiamo questo con un particolare significalo qui a Trieste, perche la storia di Trieste è tutta un tessuto unico tra cultura e vita. Forse in poche altre città c'è stato nei momenti civilmente più aspri, più difficili, c'è stata questa conver­genza di sentire politico degli uomini di scienza e di cultura, di sentirsi come tutti gli altri e prima degli altri dei cittadini che non rivendicavano diritti, ma come tutti gli altri e prima degli altri dei cittadini che non rivendicavano diritti, ma rivendicavano' soltanto l'onore di poter fare nelle posizioni più aspre il proprio dovere. E nella storia dell'altra guerra mondiale c'è il nome di Slataper, di Stu-parich, di Timeus, di Corsi e parlando nell'Università dobbiamo ricordare il grande nome di Giacomo Venezian. Che altro vogliono dire se non questo, ohe la cultura non è un'astrazione, magari comoda astrazione, come qualcuno fuori del giusto la giudica, ma uno strumento per comprendoni meglio i complessi problemi della vita della Nazione?
Io chiudo questa seduta ricordando la frase che ho letto in un libro dello stesso Slataper in una raccolta di articoli del 1911, quando parlando del problema dell'Università italiana, che allora non era- un problema di avere una bella Uni­versità o di avere un'Università meno bella, era il problema centrale politico del­l'irredentismo italiano, egli condensava in una frase questa aspirazione che era un po' il motto che lanciava agli intellettuali d'Italia: L'Università è necessaria per la nostra vita. Noi possiamo prendere questo motto e con una piccola esten­sione dire che lo sviluppo culturale del nostro paese è necessario per la nostra vita, proprio mentre questo sembra più difficile, proprio mentre gli uomini sem­brano anziché marciare in un senso risorgimentale, precipitare in un senso di aber­razione, in un senso quasi belluino di concezione dei rapporti degli uni con gli altri.
Noi facciamo in una sede scientifica, nell'apertura di un serio congresso della Nazione, noi facciamo questo alto di fede nei valori della cultura italiana, nel contributo che questa cultura può portare a quello che certamente è l'obiettivo di tutti noi : una convivenza pacifica all'interno e all'esterno del nostro Paese .
Il discorso del rappresentante del Governo, spesso interrotto da manifestazioni di assenso, è salutato alla fine da prolungati applausi, che aumentano di intensità quando l'on. Andrcotti dichiara aperto il XXIX Congresso nazionale di Storia del Risorgimento.
PRIMA SEDUTA (4 NOVEMBRE 1950 Pomeriggio)
Alle ore 16,30 hanno avuto inizio nei locali della Camera di Commercio i lavori scientifici del Congresso. Le comunicazioni Bono state svolle in tre sezioni, a seconda che riguardavano uno del Ire temi fondamentali: Aspetti economici e sociali del Risorgimento (sezione I), La tradizione del Risorgimento dal 1870 al 1918 (sezione II), < Stadi su aspetti particolari del Risorgimento italiano (sezione HI)*