Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CONGRESSI STORICI
anno <1951>   pagina <191>
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I lavori del Congresso 191
il ricordo di una tradazione in versi goriziani (ed è quel goriziano che oggi parliamo) e non seppe far meglio che compilare questa traduzione come ricordo del suo patriottismo. E (u qui a Gorizia, nel 1804, che Francesco Scotti il 18 mar* zo 1848 fece causa comune con gli insorti di Milano.
Abbiamo successivamente Carlo Fave-ui, che fu uno dei più grandi animatori e cospiratori goriziani contro l'Austria. Favelli fu eletto sindaco di Gorizia nel 1861, ma l'Austria non gli perdonò mai il suo patriottismo di italiano, tanto è vero che non gli fu conformata reiezione a sindaco. E proprio l'Austria, anni dopo, votò che Gorizia intitolasse una delle sue strade al nome glorioso di Carlo Favelli.
Molti furono anche i goriziani che accorsero volontari alle guerre dell'indi­pendenza dal 1848 al 1866 ed è storia di ieri quella del 1915. L'Austria cercò in ogni modo di soppiantare i nostri sentimenti; e alimentò la superstizione e l'ignoranza fra le nostre popolazioni rurali: pensate che la nostra popolazione rurale era convinta che il papa fosse prigioniero del Governo italiano e fosse costretto a dormire su un giaciglio di paglia. A questi eccessi ricorreva la pro­paganda austriaca per denigrare l'Italia. Si ricorse, per denigrare l'Italia, ad ogni e qualsiasi qualità di espedienti e di mezzi volgari.
Noi goriziani siamo fieri che i lavori del Congresso Nazionale degli Studi del Risorgimento si siano conclusi in questo castello di Gorizia, perchè qui a Gorizia batte forte il cuore degli Italiani che aspirano a sopprimere quel confine assurdo e iniquo che poc'anzi avete visto da questo stesso castello ed auguriamo che uno dei prossimi Congressi possa essere tenuto ancora non soltanto a Gorizia e Trieste, ma anche a Pola o a Zara o a Fiume.
E con questo sentimento e voto sicuro di interpretare il sentimento di tutti 1 cittadini goriziani porgo il nostro vivissimo ringraziamento al Comitato ed alla Presidenza del Congresso del Risorgimento Italiano ,
n prof. FABIO SU ADI:
Prima di tutto desidero ringraziare il Comitato di Palermo per avere generosamente ceduto il posto a Trieste per il Congresso di quest'anno. Alla conclusione dei nostri lavori non metteremo ai voti la sede del prossimo Congresso, perchè questa fu già decisa l'anno scorso a Roma: 1950 a Trieste, 1951 a Palermo.
Ringrazio poi a nome del Gomitato e del Presidente prof. Sticotti, qui pre­sente, i Congressisti per essere intervenuti numerosi nella nostra città.
Vorrei, ora, dire alcune parole sulle pubblicazioni distribuite.
I volumi sul 1848 furono una delle più. grosse fatiche del Comitato per le celebrazioni del 1848, presieduto anche allora dal nostro prof. Palmati. Noi ci auguriamo che li vorrete apprezzare; ma poiché quei tre volumi abbracciano soltanto due anni di storia triestina, si ritenne di aggiungere la piccola- storia di Trieste del prof. Ruttori, opera pregevole e chiara, commovente e sincera: un riassunto, sì, ma completo, che servirà di introduzione ai tre volutiti e di con­clusione.
II libro di Falco Mariti, giovane ufficiale caduto il 25 luglio del 1943 in Jugoslavia; raccoglie le lettere scritte alla mamma, al papà, alle sorelle, alla fidanzata, ad amici e le pagine del diario di guerra. Quando il padre le fece leggere a vari umici dell'istituto, es colpirono cosi profondamente l'animo, che