Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI
anno <1951>   pagina <200>
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200 Luigi Ambrosoli
tra le due società a giusta pace. *) Ed al Murri che insisteva nel concetto che il mo­vimento cattolico italiano dovesse condurre una lotta a fondo contro lo Stato, il Meda replicava: e Quando tu dici guerra della Chiesa contro lo Stato troppi intenderanno guerra della Chiesa contro la Patria. Se invece dirai, come io dico, che vuoi la pace religiosa, vuoi che la coscienza nazionale si convinca che questa pace è un supremo bisogno a qualunque costo, è una condizione di vita per lo stato stesso, nessuno avrà diritto di accusarti: ti accuseranno egualmente, ma a torto; ti diranno che al prezzo che tu chiedi la pace non si farà mai; meno male; gli avversari saranno allora respon­sabili della guerra. 2) E concludeva: L'avvento della pace religiosa... può e deve essere chiesto allo Stato, senza che lo Stato lo faccia dipendere dalla nostra preva­lenza politica e dalla nostra diretta partecipazione al suo funzionamento. 3)
Per il Meda, dunque, proprio il partito cattolico avrebbe dovuto agitare il prin­cipio della pacificazione religiosa ed operare per far cessare le discordie tra Chiesa e Stato. I cattolici, proprio per la loro appartenenza alle due società, quella religiosa e quella civile, avrebbero potuto svolgere una funzione mediatrice-.
L'episodio del congresso giovanile milanese del 1901 ebbe il suo epilogo in una lettera che, quindici giorni dopo (21 ottobre 1901), il segretario di Stato, cardinal Ram­polla, inviò all'arcivescovo di Milano cardinal Ferrari. In essa si deplorava che assai frequentemente alcuni cattolici, che pur si dichiarano-devoti alla Santa Sede, sia in conferenze tenute innanzi a numerosi uditori, sia in discorsi o brindisi pronunciati In pubbliche riunioni, sia in articoli di giornali, parlano della Patria italiana ed anche della unità italiana, senza alcuna riserva od almeno senza una riserva sufficientemente esplicita dei diritti della Santa Sede, riguardo al suo potere temporale. Al contrario vi sono taluni che vogliono sostenere apertamente che è prudente mettere attualmente sotto silenzio la questione del potere temporale del Pontefice romano, per rivendicarla in seguito, in un avvenire lontano, quando cioè il popolo sarà stato sufficientemente illuminato dalla democrazia cristiana. Non ho affatto bisogno di dire all'Eminenza Yostra che né gli uni, né tanto meno gli altri, meritano approvazione. *)
La lettera del cardinal Rampolla ha una notevole importanza perchè permette di stabilire l'atteggi amento ufficiale della Chiesa alla fine del 1901 nei confronti del­l'azione cattolica in Italia; la Chiesa rifiutava sia la tesi dei moderati lombardi, sia quella dei giovani democratici cristiani murriani e faceva ancora sua la posizione degli intransigenti di nulla modificare riguardo l'astensione dei cattolici dal voto, e l'atteggiamento negativo nei confronti dello Stato italiano.
In effetti, però, l'astensione dei cattolici dal voto nelle elezioni politiche andava sempre più xiducendosi ed in alcune località, particolarmente nel Veneto, gli stessi vescovi incoraggiavano l'intervento dei cattolici allo urne in appoggio ai candidati cos'ideiti dell'ordine. DJ fatto nuovo che giustificava questo mutamento nella situazione era la crescente affermazione del partito socialista; la Chiesa trovava ora infatti, di fronte a se non piti solo il liberalismo, con il quale era in contrasto sul piano ideologico e politico ma che rappresentava un elemento d'ordine e moderazione sul
*) La polemica Meda-Murri, combattuta dalle colonne della Cultura sociale, è ristampata nel libro del Mintili, fiottagli* d'oggi, Roma, Soc. It. Catt. di Cultura, 1901, p. 36.
2) OLGIATI, op. cit., p. 39,
*) OLCIÀTI, op. cit., p. 41.
*) OLCIATI, op. cit., pp* 223-24.