Rassegna storica del Risorgimento
MURATORI LUDOVICO ANTONIO
anno
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1951
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pagina
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205
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L. A. Muratori e il Risorgimento Italiano 205
che essendo l'invenzione dovuta a stranieri, sia un Italiano ehi almeno saprà trame i risultati ultimi e saprà dare la spiegazione del meraviglioso fenomeno.
Scrive (1726) ad Antonio VaUisnìcri, il grande medico e naturalista: sto leggendo gli Atti dell'Accademia dello ScUnxe di Parigi e veggo che non han colpito quelle gran teste in questo punto [un argomento dal Vallisnieri trattato in opera da poco pubblicata}. E un Bel vedere, che una testa italiana serva da maestro a quo' turgidi Galb. E ad Antonio Conti (1727): Nell'idea della storia letteraria già da lei eseguita, si potrebbe sopprimere convenevolmente lo sprezzo che fanno di noi certi ol tramontani, > oualipossono ringraziar la fortuna di aver ehi dà loro buona biada, laddove la povera Italia è sprovveduta di premi! e di mecenati, eccettuatane alquanto Padova. E a Giuseppe Riva, ch'era allora a Londra, 1728: Animo al nostro Rolli a dar fuori VApologia Italica contro le insolenze del Voltaire.
Quando il Vallisnieri, per molti anni maestro illustre dell'Ateneo di Padova, muore (1730), lamenta il colpo, che per me è stato acerbissimo, della perdita fatta del cav. Vallisnieri, mio grande amico, e onore de nostri paesi, anzi dell'I talia tutta. Quando era morto (1729) il dottissimo Anton Maria Salvini similmente s'era doluto: una gran perdita ha fatto non solo Firenze, ma l'Italia tutta, E non diversamente quando era morto (1700) il suo carissimo Maggi, principe allora a suo giudizio dei poeti nostri, all'Italia aveva pensato, al danno della patria. Così sempre: lutti d'Italia, glorie d'Italia, fortune e miserie d'Italia egli registra, nota, comunica con sentimento di figlio, di cittadino consapevole d'una patria ritrovata, di storico.
Annali d'Italia, anno 1109, morte di S. Anselmo d'Aosta. Come l'annunzia il Muratori? Per la gloria d'Italia non si dee tacere, che nel dì 21 d'Aprile dell'Anno presente fu chiamato a miglior vita pieno di meriti Santo Anselmo Arcivescovo di Can-terburì e Primate d'Inghilterra,Italiano di nascita. Mancò in lui un gran luminare della chiesa di Dio ed uno de' più illustri e dotti Vescovi di quell'età, ai cui libri ecc. ecc.
Anno 1503. Memorabile fu fra l'altre azioni un duello fatto nel Febbraio di quest'Anno ... Come scrive il Guicciardino ..., o come è più probabile e fu scritto dal Sabellico e dal Giovio... E racconta, con la solita sobrietà e onestà. E la disfida di Barletta. Come ebbe origine? Pare che scappasse detto ad alcun Franzese di nulla stimare i soldati Italiani. E qui segue una tranquilla osservazione dello storico, fra parentesi: '(ingiusta sentenza, in cui anche oggidì prorompe chi non sa ben pesare la situazion delle cose).
Questa osservazione fra parentesi, ragionevole e storicamente esatta, scritta a mezzo il Settecento, è cosa grande, che dice molto dell'uomo e del suo stile.
E con quanto appassionate meditazioni e discussioni e fatiche ricercò le origini della lingua italiana, e come sostenne doversi essa adoperare e diffondere a preferenza anche della latina! Raccomanda la Repubblica [la Repubblica letteraria d'Italia da lui propostai a i nostri Letterati, che adoperino più tosto e per quanto è possibile l'Idioma nostro Volgare. Esso è a noi assai più facile, più pronto che l'altra [il latino]. La sua bellezza e la gran copia de* Libri in esso composti lo rendono caro e noto anche a gli stranieri. Crescerà in quelli e si dilaterà maggiormente la voglia d'apprenderlo, dove cresca per mezzo d'ottimi Libri nuovi l'utilità dell'intenderlo. Noi non possiamo servir meglio alla gloria dell'Italia, che è uno de' primi oggetti della nostra Confede* razione, quanto col rendere sempre più gloriosa la nostra Lingua e dolcemente sforzando i Letterati e i popoli lontani ad impararla. Fecero lo stesso i Greci, i Latini e gli altri antichi; e fanno ora il medesimo Ì Francesi, gli Inglesi ed altri popoli, le ragioni de* quali a noi san comuni e l'esempio è d i stimolo .