Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CLASSI SOCIALI ; SOCIALISMO
anno <1951>   pagina <208>
immagine non disponibile

208 Elio Apih
II primo orto contro questa situazione viene dalla Chiesa di Roma riformata in capite et in membris, che ripropone! in un ritorno ai principi che è in effetti un con­solidamento di posizioni esistenti, il fine sociale della rivoluzione cristiana. Sia pure in ri tardo, giunge anche a Trieste l'interessamento per il popolo, prima pericolosamente trascuralo. Giunsero i Capuccini nel 1618 (ed il Kawller ricorda che presto divennero consiglieri e confortatori);l) giunsero i Miscricorditi nel 1624 e fu loro affidato l'ospe­dale, che essi ampliarono, portandone la capienza a dieci posti per nomini e a dodici per donne (maforse aveva letti per due e tre ricoverati insieme),2) con l'obbligo d accc-tar, spesar e medicar sinché possan caminare tutti li poveri ed infermi riconosciuti per tali . Nel 1641 una Confraternita istituì un Monte di Pietà che prestava, per il periodo di sei mesi, i due terzi del valore dei pegni preziosi e la metà degli altri.3)
Ma anche queste iniziative s'insabbiarono perchè la loro attuazione coincise col periodo di massima miseria e di massimo isolamento della città. Il patriziato in sfacelo abusava delle istituzioni di cui aveva il controllo. Buon governo non è né peri mer­canti, né per gti artisti. Se l'attore è plebeo o forestiero, mai si è visto che avesse ottenuto giustizia. Nel sacro Monte, nelle Confraternite, nelle Chiese, insomma dappertutto dove vi è qualche rendita in contanti, queste vengono maneggiate tutte da nobili, né mai rendono conto , scriveva un funzionario nel 1726 ripetendo accuse che avevano più. di due secoli di vita.4)
Anche considerando la tendenziosità delle fonti, il quadro che Trieste presenta agli inizi del secolo XVIli è sordito e miserabile. Difficile trovare un negoziante che possa disporre del proprio di un migliara di fiorini... li salariati non sono pagati e pagati intieramente... dice una relazione del 1680*s) Più tardi un funzionario boemo farà una descrizione desolante di questa città dai fossati colmi di immondizie e dalle saline semi-abbandonate e fonte di esalazioni malariche. 6)
2?è mancavano le brutali affermazioni di classe. Racconta il cronista della visita di Carlo VI nel 1728 che i rettori, che avevano per l'occasione noleggiato matterassi a Venezia e ripulita la città dal fango e dal Iettarne, provvidero, durante i festeggia­menti, affinchè il restante popolo nell'altrui profluvio di delicatezze fosse consolato con getto abbondante di pane e con il corso di duplicati ruscelli di vino .7) Nella rovina generale furono travolti per primi i patrizi; il secolo vede la loro inesorabile decadenza, appena velata da un orpello di retorica e di spagnolismo. I nomi delle antiche casade compaiono, prima di scomparire, anche negli elenchi dei poveri.
L'evoluzione incomincia con la nuova vita del mondo illuminato, alla quale lo stato austriaco partecipa attivamente e che ha in Trieste un punto di transito e di

>) P. KAifDLETt, Stona del Consiglio dei Patrizi, Trieste, 1858, p. 107.
2) V. PUTEK, Spigolature di storia sanitaria del Settecento a Trieste, in Archeo-grafo Triestino, 1929, p. 309.
3) Parere del C. li. Fiscale Tomaso Ustia sopra lo stato delle Pie Fondazioni in Trieste del 27 aprile 1763-, ms. all'Archivio Diplomatico presso la Biblioteca Civica di Trieste.
*) F. Cosm, Appunti alla storia di Trieste, Trieste, Cappelli, 1930, p. 86.
5) D. ROSSETTI, Trieste al tempo di Carlo VI, in Archeografo Triestino, 1830, p. 264.
6) J. IACCUIA, I primordi della Trieste moderna all'epoca di Carlo VI, in Archeo­grafo Triestino, 1919.
7) Relazione della venuta e permanenza nella città di Trieste della Sac. Ces. Real. Catt. Maestà di Carlo VI del Patrizio Gio. CASIMIRO DONADONI, Trieste, Lloyd, 1866, p. 47.