Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; CLASSI SOCIALI ; SOCIALISMO
anno
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1951
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pagina
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209
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Appunti intorno alla questione sociale a Trieste, ecc. 209
convergenza. Questo processo non fu limitato ai ceti borghesi e mercantili, ma fu almeno nelle intenzioni, riconoscimento dell'uomo come valore autonomo e fruttifero.
Rintracciamo i primi germi del progresso dei tempi nella Compagnia Orientale! il macchinoso congegno mercantilista di Carlo VI, concepito e costruito avventatamente che finì dopo un "ventennio di vita stentata, pur esaurendo la sua missione che era di mettere il seme della nuova Trieste, cioè della sua nuova l'unzione nell'Impero rinnovato.
Tutte le patenti imperiali che ne sanciscono i privilegi nominano al contempo negozianti, manifatturieri ed artigiani. Una di esse, del 17 maggio 1719, va ancora più in là:... vogliamo che siano muniti di nostre commendatizie né che vengano assogge-tati alle Corporazioni crucili artisti ed operai che la Compagnia prendesse mediante contratto al suo servizio... . ') Questa anticipazione di mezzo secolo dell'abolizione del vincolo corporativo, pur essendo eccezionale, contiene un principio destinato a divenir universale; i dirigenti sono invitati anon mancar in cosa che possa esser utile... allo avanzamento del Commercio ed al bene pubblico .2) L'utilità ri smo del privilegio trova alimento e giustificazione in una forma superiore ed etica di umanitarismo.
Sotto questa tutela il popolo lavoratore di Trieste muove i pruni passi verso l'avvenire. Era bensì sottomesso ad una disciplina e ad un orario di lavoro rigidi (come si può arguire dalla esistenza di un profos ossia bargello per freno e buona disciplina ),3) ma in compenso una larga per quei tempi serie di diritti gli veniva assicurata; un guadagno discreto, come si desume da accuse rivolte ad un capo costruttore che teneva troppi operai affinchè più fruttasse la bettola ed introduceva maestranze forestiere con paghe esorbitanti , ed una buona alimentazione perchè la Compagnia si procacciava vino e derrate in esenzione dai dazi,4) Essa era inoltre riuscita ad esonerare i suoi sottoposti da tutti gli aggravi del Comune.
Siamo agli inizi di nuovi rapporti sociali e di nuove e più approfondite concezioni dei valori. Un concetto della giustizia come attività parificatricc è nell'istituzione di una cassa dei poveri, che ridistribuiva nell'arsenale ai meno abbienti il totale delle multe inflitte; una più larga comprensione delle possibilità di educazione è nella fondazione di un ospizio per giovani da indirizzare all'arte della costruzione navale.5)
Già si delinea una nuova cultura. Un documento ricordato dal Kandler parla della necessità d'introdurre manifatture, arti e mestieri, animando ad essi i cittadini ed aiutando con denaro a fin che la povertà non gli impedisca di impiegare i loro talenti proporzionati, prefata la Ces. Maestà Sua che un simil danaro sarà dal Publico molto meglio impiegato, che quello che accostumano di fornire a figli di cittadini per farli studiare e giungere all'inutile dottorato . e) Ecco la base per una cultura tecnica e commerciale che riceverà compiuta espressione nel mondo cosidetto cosmopolita dell'alta borghesia padrona dei traffici e delle finanze ed al quale a modo suo ma con aspetti non trascurabili parteciperà il popolo che vive nel modo delle attività pratiche. Tra questa nuova cultura e la vecchia ideologia cattolico-umanista si svol-
i) G. BUSSOLLN, Dalla privilegiata Compagnia Orientale nel secolo scorso e del Lloyd austro-ungarico nel secolo presente* Trieste, 1882, p. 32.
) Istruzione del 19 nov. 1725 in KANDLER, Emporio e Parto/ranco di Trieste, Trieste, 1864, p. 124.
3) ivi, p. 144.
*) G. BusaoMN, op. ., pag. 89 e P. KANDLEB, op eh., p. 144.
Bl G. BUSSOLE, op. f., p. 99 e p. 135.
*) P. KANDLER, op. eit. p. 142. La data è dei 12 maggio 1732.