Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CLASSI SOCIALI ; SOCIALISMO
anno <1951>   pagina <212>
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212 Elio Apik
un contributo essenziale alla conservazione del carattere nazionale della atta* che i nuovi venuti assimilavano facilmente e spontaneamente, perchè era la naturale strada verso una vita migliore. Si attua cosi negli strati sociali più bassi una mescolanza tra le popolazioni delle regioni contermini, il cui problema di cultura si risolse in quello della capacita d'assorbimento della città, ma che non fu privo di conseguenze per il carattere della vita cittadina stessa. (11 cosmopolitismo etnico del ceto mercantile fu poco consistente e verosimilmente non mutò di molto le condizioni cittadine; quello culturale poi, è un altro fatto, che non ha relazione diretta con le mescolanze razziali).
I problemi di questa gente si colgono soprattutto nei rapporti economici e sociali. Sono problemi e fenomeni complessi perchè come ha già visto Fabio Cusin le lotte serrate di ambizioni ed egoismi, i facili accumuli di ricchezza e le frequenti ondate di miseria, l'insicurezza per il lavoro ed il capitale, la mendicità e peggio ancora, erano fatti frequenti nell'ambiente. Siamo in presenza di un mondo che si agita, si mescola, si accavalla in un incessante e drammatico conato di ascesa, *)
Questo elemento drammatico è pienamente presente nella vita del popolo, troppo spesso presentata come un movimento rettilineo ed uniforme. Le varie categorie, come i singoli individui, sono aspramente impegnate contro l'invadenza dall'esterno e nella concorrenza interna; si verifica un severo filtraggio che distribuisce le classi sociali in gruppi e sottogruppi. Al disotto degli artigiani e dei padroni di bottega nasce il proletariato, i cui diritti sono proporzionati alla capacità di lavoro e sul quale, in quanto gruppo sociale più debole, tende a riversarsi un quantitativo di miserie pari alla capacità di sopportazione.
Ma lo stato forte ed ordinato degli Àbsburgo non tollera manifestazioni troppo acute di disagio che possono turbare l'ordine sociale e staccare il popolo dal trono. Le provvidenze assumono ora la forma di intervento statale diretto e già Maria Te­resa concede nel 1760 un Conservatorio per poveri, ammalati, madri e orfani, capace di ben duecentoquaranta posti e dotato dei proventi d'un dazio sul vino. Nonostante possi­bili critiche siamo ben lontani dall'antico ospedale dei Misericorditi. Il Flitek ha ri­cordato che Trieste era allora all'avanguardia in tale genere di istituzioni e che molte misere madri venivano anche da lontani paesi per mettere alla luce le loro creature a Trieste dove migliore era.l'avvenire degli esposti.2)
Espressione di utilitarismo umanitario fu la casa per fanciulle povere, le quali per estirpare insensibilmente il troppo inveterato ozio e per dar aumento alle mani­fatture- vennero affidate ad una maestra che le istruiva nell'arte d'incannare la seta, nella dottrina cristiana e nei buoni costumi affinchè divenissero modeste, sode, ap­plicative . Ma le difficoltà che trovava tale industria a Trieste fecero fallire, dopo vari tentativi, questa esperienza e dimostrarono quanto fosse arduo l'intervento dello stato nel mondo della libera concorrenza,8) e come esso dovesse, in ultima analisi, ritornare alle antiche forme caritative.
Si mirava, con rigidità propria dell'epoca, ad una soluzione integrale; nel 1754 ben venticinque fiorini di multa furono sanciti per- chi facesse elemosina e fu compi-
i) F. CUSTN, La vita e t'opera di Antonio de Giuliani, in La Porta Orientale, Trieste, die. 1933. Ti Guaiti vede in questa situazione l'origine delle idee politiche e sociali del de Giuliani.
*) PLITEK, op. eit.
B) F. PAVANX, Cenni storici intórno alla seta in Gorizia, nell'Istria e in Trieste* in Archeografo Triestino 1890. (Con documenti).