Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CLASSI SOCIALI ; SOCIALISMO
anno <1951>   pagina <213>
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Appunti intorno alla questione sociale a Trieste, ecc. 213
lato un Rollo de pitocchi forastieri comprendente ventotto persone delle quali fu deciso lo sfratto.l) Ma il vero limite delle provvidenze era nel loro carattere di privilegio riservato agli abitanti della città e del territorio e nel loro riferirsi a questioni strettamente delimitate* il che comportava l'incessante richiesta di allargamento del JinTite' e la gara fra il pretendere ed il concedere.
Si cercò di prevenire, attaccando il male alle radici. Il commercio impiega uo­mini e donne a lavori non eseguibili nelle proprie case... le rispettive mogli di simile gente vengono impiegate a portare sacchi e merci... , scriveva un funzionario chie­dendo scuole per bambini.2)
La Confraternita della Dottrina cristiana, che altrove contava oltre un secolo di vita, esisteva a Trieste appena dal 1732. Svolgeva la sua attività per ragazzi ed adulti alla domenica ed aveva una sezione italiana, una tedesca ed una cragnolina. Più tardi, dopo ha riforma del 1770, si ebbero scuole italiane e tedesche con obbligo di frequenza per la gioventù oziosa. (La mancanza di una scuola cragnolina rivela che già alla seconda generazione gli allogeni avevano assorbito la cultura locale).3)
Lo scarso successo di questa iniziativa dimostrò che il problema della scuola era sociale oltre che amministrativo e pedagogico, ma pure una via, sia pur dimoile, si apriva all'affermazione personale; nel 1753 fu sovvenzionato un gesuita presso la scuola di scienze matematiche e nautiche perchè istruisse qualsiasi giovane disposto ed inclinato. *)
Giuseppe H raccolse nel 1784 le Pie Fondazioni (già da un decennio soggette a controllo) in un'unica Confraternita.s)
Così il trono, elevando a sé il popolo, se ne assicurava la fedeltà e lo faceva stru­mento della sua politica. Ma questo, che fu poi detto austriacanesimo, era piuttosto legittimismo, adesione ad un determinato sistema giuridico e sociale, come si vede dal comportamento di questa gente di fronte al servizio militale; ben pochi aderiscono ad un promettente bando di Carlo VI e quando il Comune offri cinquecento soldati alla Imperatrice impegnata in Slesia vide presentarsi all'appello solo sette coscritti. fi' Frequenti erano i casi di diserzione.
Intanto il problema, nonché risolversi si sviluppava, traendo motivo di contrad­dizione anche dalla troppo rapida sparizione della carità ecclesiastica cui non sempre sottentrava in tempo l'opera dello stato. Un documento del 1780 racconta di cattolici poveri che pagavano l'accompagnamento del prete ai propri funerali con elemosine ricevute da sacerdoti dì altre religioni: si è veduto da facilini portare morti, senza sacerdoti, cantando il miserare con derisione degli non cattolici... .7)
Son aspetti pietosi e grotteschi di problemi che il secolo seguente definirà in pre­cise formule politiche. juo tm
1) Si trova nella busta Ospedali civili* Orfanotrofi, soccorsi per gli bisognosi* ecc. all'Archivio Diplomatico, cit.
2) A. TAMABO, Sroria d'i Trieste, cit., voi. II, p. 212.
3) P. KANDÌBB, Emporio, cit., p. 212.
*) C. CCIUEL, Trieste settecentesca, Sandron, Napoli, 1922, p. 6, n. 1.
) Puntata / poveri e t pitocchi a cura del KAND.LEM, cit.
6) Si vedano i Diari di A. SCUSSA, cit. in data 26 maggio 1737, ed il fascicolò Deserteure (tu 1866/210) ali*Archivio di Stato di Trieste*
7' A. TAMARO, Documenti di storia triestina del secolo XVIII, in Atti e Memori della Società Istriana di Archeologia e Storia patriot 1929, p. 215.
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