Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; MEYSENBUG (VON) MALWIDA
anno <1951>   pagina <218>
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218 Carlo Arrigoni
Finalmente i giurati ricomparvero e nella sala si fece un silenzio di tomba; ma quando il capo dei giurati si alzò e pronunziò la parola: innocente, dentro Tania e fuori, dove alla folla ohe circondava Old Bayly, il verdetto era stato annunziato con la rapidità di un lampo, risuonarono tali grida di giubilo che ne tremarono i solidi muri. Persone sconosciate mi strinsero la mano, in segno di gioia ed un vecchio mi disse con le lagrime agli occhi: Che giorno glorioso per l'InghilterraI (voi. II, pag. 242), Ora, di fronte a una donna che ci appare cosi accesa nei suoi sentimenti, possi bile che Mazzini non cerchi di adoprarla nel tentativo di organizzare il partito d'azione tra gli operai tedeschi residenti a Londra, formando cosi una cellula del partito d'azione europeo che gli sta tanto a cuore? E la Meysembug accenna infatti nei Ricordi all'in­vito a tentar di riunire i numerosi operai tedeschi, che si trovavano in Inghilterra allo scopo di sviluppare in essi, invece di teorie confuse e incomplete, un vero e sano, concetto dei diritti e dei doveri dell'uomo.
Ma di fronte alle idee comuniste che già avevano imbevuto le masse e nonostante gli incitamenti di Mazzini alla Meysembug perchè perseveri sono di questo periodo, giugno 1858, molte lettere di Mazzini nei Ricordi e nel voi. 36 dell'Epistolario nono­stante la presenza di Mazzini stesso alle riunioni, pure accennate nei Ricordi, il tenta­tivo falli, facendo sì che la Meysembug si domandi, di fronte a quelle masse dove prevalevano invidia, gelosia, egoismo, ambizione personale: E questa l'umanità, la massa per cui tu porti la tua croce, per la quale hai sognato il sublime sogno della liberazione e della bellezza morale? (voi. II, pag. 298).
Nel 1859 siamo alla guerra in Italia eMazzini lascia Londra, ultimo dei frequen­tatori del circolo di Carolina Ashnrst, dove hi Meysembug lo vede per l'ultima volta restandole impresso il ricordo che le farà poi buttar giù due pagine splendide, pren dendo lo spunto dal ritorno in patria del Genovese, nascostamente, per difenderlo dall' accusa sollevata continuamente contro di lui, che si sarebbe ritirato all'appres­sarsi del pericolo, al quale esponeva gli altri. Accusa che da quando fu laudata da un Gioberti, da un Bianchi Giovisi, tanto per citare due soli nomi, trovò modo di giungere fino a noi, purtroppo, e che proprio una donna e straniera per giunta, doveva impugnare con tanto impeto.
Ma a questo impeto, di fronte al ricordo dell'esule che ritorna in patria, succede da parte della Meysembug, un sentimento che si direbbe, dalle parole con cui lo espri­me, l'amore di una madre traboccante quando il destino le porta lontano il figlio, Lo benedii nel mio cuore finiscono le pagine e mi separai da lui per non rive­derlo mai più (voi. II, pag. 300-302).
Concludendo, dai rapporti intercorsi tra questi due personaggi, quali risultano dalle pagine della Meysembug riguardanti Mazzini, dovremmo pensare a un legame spirituale che li univa, basato, se non sulla comunanza delle vie da seguire per raggiun­gere l'ideale della libertà, certamente su una stima reciproca profonda, e, per. parte della Meysembug* su un sincero affetto quale poteva sbocciare dal cuore di una donna lontana dalla sua patria, di cui Mazzini aveva cercato la collaborazione e quale ci è dimostrato dal ricordo dell'ultima volta in cui l'una a l'altro si videro.
Invece nuli'Epistolario mazziniano ci sono due lettere per noi interessantissime di Macini a CIcmeutiu Taylor, la moglie di Peter Taylor, il quale, nel 1847, sul Mor-ning Chronide del 16 ottobre, difese Mazzini dall'accusa di sanguinario lanciatagli dal Times, come l'esule ricorda nella lettera del 26 ottobre di quell'anno alla madre.l)
') Q. MAZZINI, Epitolarip-E, Ar., voi 18, p. 27.