Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; MEYSENBUG (VON) MALWIDA
anno
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1951
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pagina
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219
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Giuseppe Mazzini e una scrittrice tedesca 219
Ebbene, in una lettera del 1858 da Londra, senz'ultra indicazione di data* è detto della Mcysembug: Malwida è una sciocca, nell'altra del 5 giugno 1860 da Genova quel Malviia is silly si ripete coll'aggiunta subito dopo, della frase: .... e temo lo sia incurabilmente - ... and I fear incurably so . ')
Naturalmente viene spontaneo domandarsi il perchè di questo aggettivo poco lusinghiero adoperato da Mazzini per la Mcysembug e, si noti, già nell'anno precedente a quello dell'ultimo incontro che ispirò pagine cosi affettuose per il Genovese, ma la risposta non può essere che incerta perchè basata su delle supposizioni, essendo l'aggettivo messo li ex abrupto nelle lettere e senza che dal contesto possa.ricavarsi alcun legame certo, chiaro, con esso.
Prima ipotesi: a un certo punto, nei Ricordi, la Mcysembug scrive di Mazzini che: Nella parte pratica rassomigliava a Machiavelli; malgrado il suo alto idealismo non sdegnava di ricorrere a foschi mezzi per raggiungere lo scopo.
Ora, dato che quel silly mazziniano compare la prima volta nel 1858 proprio l'anno dell'attentato famoso orsiniano a Napoleone III non potrebbe darsi che la scrittrice si sia lasciata andare a manifestare in qualche riunione il giudizio in cui ha fatto capolino Machiavelli e comparso poi nei Ricordi, e che dal circolo degli amici il giudizio sia poi arrivato a conoscenza di Mazzini come calunnia o anche come semplice pettegolezzo, cose che a Londra, nell'ambiente degli esuli, colla libertà che essi vi godevano di dire, di fare, di scrivere, era purtroppo lo ricorda Felice Orsini nelle sue Memoriecosì frequenti? E non sarebbe stato più che naturale allora lo sdegno mazziniano sentendosi paragonare al Segretario fiorentino quando tale paragone fatto essendo ancor viva l'eco di un attentato famoso, poteva portare per illazione ad un'accusa sia pure tacita, larvata, di complicità? Perchè era allora ben vivo il ricordo della testa di Felice Orsini caduta sotto la ghigliottina, ed altrettanto vivo i 1 ricordo del processo del suo complice Bernard. Né Mazzini poteva aver dimenticato che il suo nome era stato pure fatto nell'altro attentato a Napoleone III, quello del Pianori, del 28 aprile 1855.
D'altra parte, erano troppo noti i sentimenti della Mcysembug verso Napoleone e cosi radicati da poter ella scrivere più tardi che odiava dal 2 dicembre, chi simile ad un antico imperatore romano, aveva sacrificato senza pietà col piombo, col carcere, con i climi micidiali gli avversari della sua tirannia..., (voi. II, pag. 321) perchè Mazzini, sentendosi giudicato dalla scrittrice come abbiamo visto, non sentisse nell'aria la possibilità di essere accomunato coli'ultimo attentatore. Ed allora ci sembra naturale da parte sua quell'aggettivo silly corno puro atto di risentimento, e se un dubbio ci resta sulla fondatezza del nostro ragionamento, esso deriva dal fatto che in altra parte dei suoi Ricordi, la Meysembug scrive:
la questo modo conobbi la grande bontà e la infinita delicatezza che formavano il fondo del carattere di Mazzini e che etano commoventi in un uomo involto spesso in congiure e in avvenimenti che rendono quasi sempre il cuore duro e insensibile (voi fl. pag. 235).
Seconda ipotesi: che Mazzini abbia avuto ragione di risentimento colla scrittrice quando questa si ritiro dal tentativo di organizzare il partito d'azione tra gli operai tedeschi ricordando l'episodio cosi: Io avevo data la spinta, l'associazione era fondata; ora se eswi era capace di vita, doveva prosperare da sé (voi II, pag. 299).
Dichiariamo, però, che, per dare valore a questa ipotesi, occorre pensare che la prima delle due lettere di Mazzini alla Taylor, del 1858, che non ha indicazione di giorno
J) G. MAZZINI, EpùtolariorE. IV., voi. VI dell'Appendice, p. 107-620.