Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; TOSCANA
anno
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1951
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pagina
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221
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INDAGINE SUI FONDI ARCHIVISTICI DELLA TOSCANA PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO
La Società toscana per la storia del Risorgimento si è proposta di iniziare una indagine per accertare le fonti archivistiche, esistenti nella regione, relative al periodo compreso tra la metà del secolo XVIII ed i giorni nostri, in modo da fornire agli studiosi del periodo uno strumento di ricerca che potrebbe avere indubbia importanza.
La iniziativa nacque in uno dei convegni che la Società suole tenere annualmente: in quello di Firenze appunto del giugno 1948 alcuni dei convenuti posero in rilievo la difficoltà di accertare ove esistano attualmente gli archivi e i carteggidimolte tra le personalità più eminenti della storia toscana, anche recente; come di quelli pur noti nella loro esistenza e nella loro collocazione, non se ne conosca sovente, nemmeno in modo sommario, il contenuto; come non di rado si verifichi il caso che l'archivio personale di un singolo personaggio sia andato diviso tra persone od enti diversi. Fu quindi auspicato un censimento delle fonti che avrebbe dovuto portare ad una guida destinata a facilitare l'opera dei ricercatori; la cosa parve fin dal primo momento ricca di ardue difficoltà, ma ad affrontarle Antonio Panella disegnò, con l'alta competenza che tutti gli riconoscono e con limpida chiarezza, un programma di massima che fu unanimamente accolto.
Le ricerche avrebbero dovuto essere svolte presso gli Archivi di Stato, presso le pubbliche biblioteche, presso archivi privati, riservando ad un secondo momento le indagini negli archivi comunali il cui materiale in generale è di minoro importanza
Per quanto riguardava gli Archivi di Stato della Toscana sembrava evidente mente non necessario il fermarsi sui fondi relativi ad Enti pubblici e statali: l'Archivio di Stato di Firenze per esempio è il conservatore degli archivi ufficiali del Granducato di Toscana: questo fatto, noto a tutti gli studiosi, fa si che tutti possano senza esitazioni e senza difficoltà ricercare atti e documenti che riguardino l'attività diplomatica o politica o burocratica o di polizia del Governo granducale e dei suoi organi.
Ciò che invece è meno conosciuto è il complesso di fondi relativi a singoli enti od a singoli personaggi che all'Archivio di Stato fiorentino, cosi come agli archivi delle altre provincie, sono stati occasionalmente versati e che non sempre sarebbe facile l'individuare. Era quindi necessario indirizzare le indagini limitatamente a tali fondi per elencarli, individuarli, indicarne sia pure sommariamente il contenuto.
Lo stesso indirizzo doveva essere seguito per quanto riguarda le biblioteche pubbliche (statali, comunali, universitarie, ecc.) che sono anch'esse conservatrici di fondi archivistici di origine privata o relativi a particolari enti, fondi in generale la cui esistenza è mal nota anche a studiosi esperti della Toscana ed il cui contenuto nella maggior parte dei casi è male esplorato.
Se per gli archivi e per le biblioteche il problema della indagine consisteva essenzialmente nella delimitazione dei settori da indagare, il problema per quanto riguardava gli archivi privati si presentava con maggior complessità.
Esiste un certo numero - relativamente limitato di archivi privati noti nella loro esistenza ed in parte nel loro contenuto, specialmente nelle famiglie nobiliari i cui antenati hanno rappresentato una parte importante nella storia toscana. Per questi la indagine era relativamente facile, anche se doveva essere subordinata agli intangibili diritti di proprietà dogli attuali possessori cui può pesare il rendere di pubblico dominio il contenuto di un loro archivio di importanza storica e tale quindi da richia-