Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; TOSCANA
anno <1951>   pagina <222>
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222 Eugenio Ariom - Sergio Camerani
mare l'attenzione degli studiosi, quando nell'archivio stesso alle earte di importanza storica si uniscono necessariamente (e talvolta così da non poter essere distinte dalle prime) carte di carattere privato, sovente di grande delicatezza.
Altri però ne devono esistere, finora non individuati: di molte tra le figure che occupano un posto non indifferente nella storia della regione e del paese, non sappiamo dove si trovino attualmente le carte, pur mentre sembra legittimo il pensare in molti casi che non devono essere andate disperse. D'altra parte in molte famiglie dell'ari­stocrazìa e della vecchia borghesia vi devono essere archivi importanti anche se non si riferiscono a personaggi di statura storica. Uomini pur rimasti nel chiuso della pro­pria casa, hanno però conservato rapporti di amicizia, carteggi, confidenze con parenti o compagni che sono stati invece attori nella vita pubblica del paese in primo piano; di questi amici hanno conservato lettere, confidenze, documenti che talvolta possono avere grande importanza. Per di più carteggi regolarmente tenuti per anni, anche da privati, possono rappresentare testimonianze di estremo interesse per quello che riguarda la vita di città e di Stati.
Cosi per gli archivi privati l'attività doveva svolgersi in una triplice direzione: è cioè nella elencazione e descrizione degli archivi già conosciuti; nella ricerca dei fondi relativi a determinati personaggi storici dei cui archivi non si abbia attualmente notizia; nell'individuazione di eventuali archivi di privati che possano eventualmente avere importanza storica.
Evidentemente in questa indagine su un triplice campo bisognava cominciare per gradi iniziando dalla descrizione degli archivi già noti per passare poi in un secondo tem­po alla ricerca di fondi individuati nella loro esistenza e anche se non nella loro attuale collocazione, per passare infine al terzo settore che potremmo chiamare marginale.
Questi concetti delineati da Antonio Panella nella sua relazione furono unani-mamente accolti dal Convegno che affidò al comitato direttivo della Società toscana il compito di attuarli.
Purtroppo non fu possibile procedere alla loro realizzazione immediatamente. La Società è povera di mezzi e quindi non può sempre perseguire le finalità che si propone, tanto più quando in Toscana non è facile trovare mecenati generosi per im­prese di pura cultura.
Così solo quest'anno ultimate le indagini bibliografiche condotte sulla stampa toscana del periodo 1847-1852 ed iniziata attraverso a gravissime difficoltà la indi­viduazione della stampa clandestina dello stesso periodo siamo ora passati alla ese­cuzione del censimento archivistico.
E abbiamo cominciato con primi assaggi Che ci hanno rivelato la difficoltà del compito.
Evidentemente il diramare circolari non sarebbe cosa capace di portare a qual­siasi risultato: gli enti pubblici hanno molto da fare e non accettano volentieri inchie­ste alle cu! risposte si può provvedere solo con un certo lavoro; i privati non rispondono, sia perchè, gelosi delle loro carte, temono inframmettenze esterne, sia il più delle volte semplicemente por pigrizia.
SI è quindi adottato il sistema di delincare bensì in una circolare gli scopi ed il metodo dell'indagine, affinchè gli enti e le persone potessero collaborare consapevol­mente, ma di predisporre contemporaneamente un complesso di schede atte a facili­tare la risposta alle domando e ad assicurare la omogeneità delle risposte, insieme creando ima rete di amici e di corrispondenti per avvicinare le persone interessate, per sollecitarle a rispondere allo domande, per guidarlo nelle risposte.