Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; TOSCANA
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1951
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224 Eugenio Artom - Sergio Canterani
Del resto qualche risultato concreto si è già raggiunto fin dai primi passi delle indagini: per esempio, era noto a più d'uno che rarchivio di Ubaldino e di Emilia Peruzzi in gran parte ancora inesplorato è depositato conte fondo nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Non affatto conosciuta invece era la circostanza che per ragioni non chiare varie buste dell'archivio di Ubaldino Peruzzi relative al periodo in cui egli fu ministro degli Interni nel primo gabinetto Minghetti e più particolarmente relative ai moti torinesi del 1864T erano andate a finire nell'archivio di un'altra famiglia Peruzzi i Peruzzi de' Medici archivio che è depositato presso l'Archivio di Stato fiorentino.
Così si è potuto ricostruire idealmente la unità dell'archivio dello statista toscano: questo stesso risultato si è raggiunto già per quanto riguarda le carte del Baldasseroni, l'ultimo presidente del consiglio di Leopoldo II: anche qui si sapeva dove esisteva il nucleo principale delle sue carte: la famiglia le ha conservate presso di sé e l'attuale conte Baldasseroni le ha riordinate, custodite con grandissima diligenza e mentre ne ha fatto oggetto di studi personali ne ha signorilmente favorito la consultazione da parte di altri studiosi. Ma all'Archivio di Stato esiste un altro fondo Baldasseroni cosa assai meno nota che figura nella serie " acquisti e doni 1t e che nel suo riferirsi alle trattative per il concordato tra la Santa Sede e la Toscana, a uno cioè tra gli avvenimenti più significativi dell'ultimo decennio del Granducato, ha una particolare importanza storica.
Cosi ancora si potrà nel corso delle nostre indagini ricostruire la unità ideale dell'archivio di Celestino Bianchi, di questa singolare eminenza grigia del partito liberale toscano, primo tra i collaboratori di Bettino Bicasoli. Gli studiosi conoscono il suo carteggio col Bicasoli che è depositato all'Archivio di Stato fiorentino; pochi sanno che un'altra parte dello stesso carteggio si trova invece all'Archivio di Stato di Roma; se il fondo fiorentino si riferisce agli anni drammatici tra il 1847 e il 1862, il secondo riguarda invece il periodo non meno importante dei due ministeri Ricasoli del 1862 e del 1866.
D'altra parte altre fonti esistono per completare la conoscenza dell'opera del Bianchi e attraverso ad essa della storia del periodo: e tra essa vi è per esempio la parte delle carte del Bianchi raccolte dal Bastogi per il periodo diremo così di polìtica Toscana, e cioè fino al 1862, carteggio anch'esso esistente nell'Archivio fiorentino.
Questi Ravvicinamenti di fondi diversi ed autonomi costituiscono, come si è detto uno degli scopi della nostra indagine. Noi cerchiamo di arrivare ad una individuazione di tutti i fondi che si riferiscono a singoli personaggi o a singoli enti o a particolari fatti, di modo che lo studioso possa trovare riunite le indicazioni archivistiche ed unificata la elencazione delle fonti nonostante la diversa collocazione dei vari fondi.
Evidentemente però questo scopo non potrà essere raggiunto se non in un secondo tempo: se non quando avremo completata la individuazione e la descrizione sia pure sommaria dei fondi conosciuti quali essi esistono ora dispersi nei vari archivi. Questa catalogazione delle fonti per personaggi enti o fatti, diremo così, sebbene impropriamente, per materia, costituisce evidentemente una rtclabor azione dei materiali raccolti.
Tuttavia questa finalità deve restare presente a noi anche come un mezzo per giungere alla individuazione dei fondi. Se noi pensiamo oggi a questo futuro catalogo per persone, vediamo fin d'ora che di alcune figure della storia più recente in modo speciale, nessuno sa se e dove esistono gli archivi. Per esempio di grande importanza per i meridionalisti dovrebbe essere l'archivio di Leopoldo F ranchetti, autore con Sidney Sminino della celebrata inchiesta sul Mezzogiorno: del Franchetti, suicidatosi nel 1917 all'annuncio della sconfitta di Caporetto, non si sa dove sia finito l'archivio,