Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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226
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FUNZIONE STORICA DEL GIORNALISMO A TRIESTE
Sembra assurdo parlare di un fenomeno storico mentre esso è in pieno sviluppo Il ciclo storico ha da essere concluso prima che gli studiosi possano tentarne una sintesi e (issarne le caratteristiche e la portata. Ciò non è, non può essere del nostro problema, e tutti lo sentiamo, mentre oggetti e soggetti di storia noi stessi e il nostro ambiente, nel momento in cui parliamo, l'ansia e la passione del nostro divenire sono la fluida essenza della nostra vita quotidiana.
Così, a Trieste, dolorosamente fa sempre, salvo che nel brevissimo periodo intercorso fra la conclusione della prima e l'inizio della seconda guerra mondiale. Troppo presto, ahimè, Francesco Salata nel 1930, presentando una raccolta di studi storici istriani di Giovanni Quarantotti, ) diceva: Mentre da mezzo secolo e più il Regno era felicemente costituito e gli studi di storia del Risorgimento avevano così ampio e libero sviluppo, le terre soggette sino a un decennio fa alla dominazione straniera dovevano proseguire a fare modestamente la storia del proprio Risorgimento, non a scriverla .
Ma ha senso questa distinzione fra scrivere e fare la storia? Che gli studiosi e gli scrittori di patri problemi, e i giornalisti, furono in ogni tempo fra noi anticipatori e creatori di storia fin da quando la nostra coscienza nazionale come-parte della comunità europea cominciò ad affiorare col fenomeno degli Enciclopedisti, e ozioso sarebbe ricer' carne per Trieste il rapporto di precedenza o dipendenza o contemporaneità nel complesso del movimento spirituale e politico che sommosse il Continente tra la fine del '700 e la metà deU*800.
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Importante per il nostro assunto è tuttavia stabilire una data ed affermare una primogenitura, seppure come manifestazione di una coscienza singola che di tanto tempo doveva precedere il fenomeno generale del risveglio nazionale del popolo italiano.
Per quanto la critica storica abbia già fatto giustizia di un errore che fu condiviso anche dal Carducci, è sempre motivo di soddisfazione per noi il riaffermare che alla primissima manifestazione di un giornalismo in funzione politico-storica nella Penisola è legato il nome di un figlio della nostra terra, l'istriano Gian Rinaldo Carli*
Prima dell'articolo Sulla Patria degli Italiani apparso nel Condii 10 giugno 1765, invano cercheremmo nelle gazzette italiane un'affermazione così decìsa, formativa e incitatrice di storia; e nello stesso periodico lo scritto del Carli rimane isolato, e forse non subito pienamente compreso neanche dai suoi collaboratori, il Beccaria, 1 Biffi, il Lambertcnghi, il Longo, il Boscovich, ed anche dai fratelli Verri, fondatori e animatori del periodico lombardo.2)
Di tanto in anticipo sui tempi era la voce profetica, quasi divinatrice del Carli; e doveva passare circa mezzo secolo póma che in Italia la funzione del giornalismo formativo delle coscienze e delle tendenze politiche potesse riapparire come fenomeno continuativo, sistematicamente perseguito e praticato.
1) GIOVANNI QUARANTOTTI, Figure del Risorgimento in Istria, Trieste, Coivi, 1930.
2) LUIGI FERRAMI, Del Caffè, periodico milanese del ecc. XVIII. Pisa, 1899.