Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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227
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Funzione storica del giornalismo a Trieste 227
Nella Venezia Giulia bisogna aspettare forse ancor più che in altre regioni. Ed è ancora una volta un istriano, Antonio Madonizza, che nel 1836 si assume, conici tempi consentivano, questo compito di avanguardia.
Ricercando una sintesi di quel tempo, Attilio Tamaro dice che la vita spirituale di Trieste non fu allora né migliore né peggiore di quella che ebbero le città italiane della sua sta tura. Ma essa, difendendo la frontiera e sulla frontiera la lingua, e irradi andò le sue forze morali lontano, tra gli slavi e anche nel Levante, compi a beneficio della civiltà italiana un'opera a cui nessun'altra nei tempi moderni si pud paragonare .l)
Nel 1836, da circa un ventennio l'Istria è divenuta un nesso solo con Trieste e col Friuli al di qua del Judrio. Questa unione, o meglio il distacco dell'Istria marittima da Venezia, conseguentemente al nuovo assetto amministrativo attuato dopo la pace di Vienna, era stato concepito dall'Austria nella mira di spezzare l'unità della tradizione storica veneziana e di prevenire i pericoli di tendenze nostalgiche sommovitrici fra l'una e l'altra sponda dell'Adriatico. È già stato detto come Trieste, divenuta capoluogo del territorio politico cui l'Istria veniva assegnata, dovesse costituire il polo di attrazione, nell'ambito della tradizione dinastica absburgica, delle popolazioni italiane di nuovo acquisto. Come tutti sappiamo, successe l'opposto. Fn l'Istria con la sua cultura ed educazione umanistica ad avere ragione dei valori materialistici e mercantili che prevalevano nella grande città portuale.
Quando Antonio Madonizza si trasferi da Capodistria a Trieste e si accordò con Giovanni 0riandini per dar mano alla Favilla, 2) a Trieste uscivano da tempo due periodici aventi finalità e settori diversi, che non possono essere trascurati come elementi preparatori di un pia deciso movimento giornalistico formativo ed incitatore di coscienze politiche.
Vi è dal 1829 VArcheografo Triestino di Domenico Rossetti che tratta delle origini della regione, ne illustra i monumenti, parla dei rapporti con gli slavi, come nuovi abitanti. Dal 1784, dopo gli effimeri e caduchi tentativi di due bisettimanali e di un settimanale straniero attuati da un libraio tedesco qui immigrato da Praga, il Trattner, da 50 anni dapprima settimanale poi bisettimanale e ormai trisettimanalev'è VOsservatore Triestino che, coi suoi 360 abbonati,3) si avvia a diventare quotidiano. È giusto, come fu detto, ricordare che VOsservatore per quanto fondato come organo dedicato esclusivamente ai commerci, ai trasporti ed alle assicurazioni, già nelle prime settimane di vita cominciasse ad interessarsi di problemi scientifici e letterari. Erano argomenti di cui ancora pochi decenni prima nessun giornale in Europa si occupava. Occorre tuttavia arrivare al terzo e quarto decennio dell'800 per trovare nello Osservatore argomenti e commenti di natura politica, sia pure nella cauta veste di corrispondenze provenienti dagli altri Stati italiani e desunte da giornali di Torino, Roma, Napoli.
L'acquisto dell'Osservatori! da parte del Lloyd, nel 1843, e la nomina di Pacifico Vaiassi, già redattore della Favilla, a suo direttore, rappresentano una svolta più accentuata nello sviluppo del giornale. 4) Il marzo 1848 trova VOsservatore in linea con
ty ATTILIO TASI Aito, Storia di Trieste, 2 voli, in 8, Roma, 1924.
2) La Faitilla giornale triestino di scienze, lettore, arti, variata, teatri, in 4 e poi in 8, settimanale dal 1836 al 1841, quindicinale dal 1842 al 1845.
3) GIUSEPPE STEFANI e BRUNO ASTORI. Storia del Lloyd Triestino, Cap. V: Navigatori, letterati, giornalisti. Off. Graf. Mondadori, 1938.
*i GIULIANO GAETA, L'Appendice letteraria de VOsservatore Triestino nel periodo preparatorio al 1848.