Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <228>
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Bruno Astori
le altre gazzette della Penisola. 1122 marzo esso riporta nellV Appendice un commento della Gazzetta di Venezia che finisce: La parola è libera. L'Italia non sarà pia solo un nome -geografico . Nel numero del 24 mazzo Michele Facchinetti rincalza: Trieste e l'Istria sono una Patria sola: patria italiana, che dall'Adriatico stende le sue braccia ad una patria più vasta .
Purtroppo il fallimento del moti rivoluzionari e i rovesci militari inducono dopo poco e non soltanto a Trieste, i giornali a ridursi nuovamente, se non al silenzio, ad un più. cauto atteggiamento. Nella seconda metà di aprile 1' Appendice dell'Osservatore non si occupa più di argomenti politici ma si limita a quelli commerciali, ed il notiziario dalle altre regioni italiane si affievolisce. Il Governo ha ordinato una sterzata ultra-conservatrice. Alla fine di aprile Pacifico Vaiassi lascia la direzione del giornale e si trasferisce a Venezia.
In altre parole l'Osservatore ripiega sulla sua linea precedente nella quale dal 1836, era stato sostituito da altro organo, il Giornale del Lloyd Austrìaco, creato dalla Seconda Sezione della nuova Compagnia sul modello del Lloyd's List di Londra, per trattare esclusivamente argomenti marittimi e mercantili.
Anche l'Istria *) il periodico creato nel 1815 dal Kandler, con finalità storico-culturali ma che nel 1848 è divenuto pur esso quotidiano e politico, ripiega sulle posi* zioni di partenza, 2)
Giornali con la parrucca vengono definiti l'Osservatore, il Giornale del Lloyd e Visoria;3) ed effettivamente la città si è ridotta verso la metà del 1848 senza un gior­nale che ne rappresenti con sincerità e coraggio il vero volto e ne interpreti le aspira­zioni. In questo frangente il patriota Francesco Hennet si fa iniziatore della Società dei Triestini , che dietro alla presidenza del Kandler raggruppa uomini di idee ben più accentuate e di intendimenti più risoluti. Giustamente è stata ravvisata nella Società dei Triestini la premessa necessaria ai tre giornali liberali che sorgono a Trieste i mesi seguenti,4) Il Telegrafo della Sera, Il Costituzionale e la Gazzetta di Trieste che propugnarono senza pavidità o riserve la difesa della nazionalità italiana e l'indi­pendenza d'Italia. La professione di fede di questa nuova stampa triestinacome ha detto il Tamaro nella sua Storia della cittàfu amplissima, animata da vero ardore e da speranze, ohe proteste di lealismo non riuscirono a dissimulare se non di fronte agli idioti .
Ma sappiamo che, nel quadro della slampa triestina del 1848 e 1849, il primo vero giornale italiano è il Giornale di Trieste. Fondato da un groppo di redattori della Gaz­zetta uscitine per dissensi politici, il Giornale è comparso il 22 ottobre del 1848.
l) VIstria, Appendice dclFOsservatore Triestino destinata alle notizie sull'Istria; in 8*. dal 1845 al 1852,
') CABLO SCHIFFREH, Le orìgini dell'irredentismo triestino (1813-1860). Voi. in 8, Udine 1937; eap. V: La crisi del liberalismo nazionale.
*) Il Diavoletto, giornale diabolico, politico, umoristico, comico, critico e se occorresse pittoresco . Nel primo numero del 19 ottobre 1848, nell'articolo di presen­tazione, il giornale si raccomanda ai suoi confratelli e, come prega che accettino il cambio del uno foglietto, si rivolge e Ai giornali in parrucca , l'Osservatore Trie­stino, il Giornale del Lloyd Austriaco, VIstrici e e Ai giornali senza parrucca e senza coda , la Gazzetta di Trieste, il Giornale della Guardia Nazionale, il Costitu­zionale, ecc.
4) MARWO SZOMBATBELY, Le Memorie autobiografiche di Francesco Ilermet in
La Porta Orientale, 1933.