Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <230>
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Bruno Astori
Con le parole del Tamaro concluderemo: ') L'italianità della città, propugnata da molti ingegni sull'esempio del Rossetti, non fu opera di individui* ma poderosa costruzione civile di una collettività, guidata da maestri pratici. Una eredita di pensiero nazionale lasciò il giornalismo del 1848.
All'ecatombe della fine del 1848-49 poterono sopravvivere soltanto i giornali più moderati o quelli che sì adattarono a divenire tali come La Guardia Nazionale, che durò fino al 1850. Poi. per quasi 30 anni, quotidiani o periodici non seppero uscire dal grigiore, dalla cautela, dal carattere quasi esclusivamente informativo. Cosi Il Tempo, dal 1858 al 1866; La Gazzetta del Popolo, dal 1861 al 1864; così II Tergesteo, dal 1865 al 1869; così // Cittadino, dal 1866 al 1893, così L'Adria supplemento dell'Osservatore Triestino, che dal 1875 durò sino al *96 per quanto dopo il 1881 fosse ormai un inutile sopravvissuto.
Tuttavia i tempi maturavano e, per quanto l'Austria, dopo la perdita della Lom­bardia e di Venezia, si fosse fatta a Trieste piò guardinga e rigida, le nuove generazioni sentivano il bisogno di darsi una stampa più coraggiosa, che sapesse affrontare i pro­blemi ed esercitare una piò decisa influenza nelle coscienze che dovevano preparare l'avvenire; quell'avvenire che i patrioti presentivano e avrebbero voluto affrettare. L'avvento di un governo liberale in Austria, nel 1869, determinò i due successivi tenta­tivi giornalistici nazional-liberali del Progresso e del Nuovo Tergesteo. Quest'ultimo, specialmente, sorretto dal favore dei lettori, poteva affermarsi ma nel 1877 veniva inopinatamente soppresso, e il suo valoroso direttore, Ugo Sogliani, messo al bando dell'Impero. *)
E da questo stato d'animo, che ha ormai un dichiarato carattere d'irredentismo, è nel difficile momento in cui si delinca In controffensiva delle forze reazionarie e austria­canti, che il 4 giugno del 1877 esce il primo numero de L'Indipendente. Ne è direttore Enrico Matcovich, un patriota dalmata che poi tralignerà; ma egli è fiancheggiato da un comitato di redazione di cui fanno parte Giusto Moratti, Nicolò De Rin, Edgardo Rascovich, Cesare Combi.
Superbi di chiamarci italiani si presentò YIndipendente nel suo pruno numero noi veglieremo assiduamente affinchè il carattere, i costumi, la coltura e la lingua della nostra stirpe conservino intatta l'i ni p ron ta della propria or igine e affinchè In generazione che sorge sia degna di ereditare il nome onorato, i nobili sentimenti e le gloriose memorie dei padri .
Si proclama liberale senza sottintesi e senza bisogno di affermare con troppa in­sistenza la propria devozione alla causa della civiltà e del progresso .
Quanto al problema dell'Università, già presente e passionale, dice: Non ci stancheremo di chiedere che a Trieste, o in qualche altra città consorella, venga istituita un'Università italiana, affinchè i nostri figli e quelli dei nostri connazionali, le eoi Pro­vincie fanno parte dell'Impero, possano assolvere razionalmente i loro studi nell'idioma nativo. Questo è un bisogno legittimo, un diritto sacrosanto, che possono e debbono venir soddisfatti, perchè si basano sulle leggi fondamentali della costituzione cisleitann; leggi in cui è riconosciuto il diritto di eguaglianza per tutte le stirpi che vivono entro i confini della monarchia. Ciò che noi da tempo chiodiamo non è che l'applicazione pratica di codesto principio, votato dalle Camere, accettato dal Governo, e sancito
') Vedere la già citata opera di Attilio Tamaro.
z) PAOLO VERONESE, Vindipendente, cap. Il: Il nuovo Tergesteo e Ugo Sogliani 1 voi. in 8o.