Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; GIORNALISMO
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1951
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Bruno Astori
mitardo del 2 giugno, si determina una nuova furiosi! fase perBeculiva nei confronti dei patrioti e deU'fndì/jendenle. Ora la polizia riesce ad aver ragione del giornale* arrestandone redattori e tipografi. Cesare Bossi, Ferdinando Ullmann ed il giovanissimo Riccardo Zampieri sono inviati nelle carceri di Innsbruek in attesa del processo per alto tradimento. L'Ullmann è cittadino italiano e ciò consente a Francesco Crispi, allora Presidente del Consiglio, di intervenire.
Anche la visita dell'Imperatore Guglielmo a Re Umberto a Monza dà occasione a Crispi di sollecitare un intervento di Berlino a Vienna per far liberare i giornalisti triestini. Finalmente l'Imperatore cede alle pressioni, ed ordina di abbandonare il processo. I tre giornalisti sono liberati, ma l'Ullmann, come straniero, viene espulso dall'Austria. Poco dopo, a Cesare Rossi succedono nella direzione delV Indipendente il prof. Abramo .Tona e quindi il goriziano Isidoro Reggio. Ma le condizioni amministrative dell'azienda inducono il Reggio a cederne la proprietà a Ricciottì Bonmartini e Riccardo Zampieri, La polizia decreta l'espulsione del Bonmartini e così dal 1893 il giornale rimane a Riccardo Zampieri.
Quello che segue al 1893 è il periodo più combattivo e più. glorioso dell' Indipendente. Per venti anni continuerà e si accentuerà la lotta fra la polizia austriaca e Riccardo Zampieri; per vent'anni questo audace e generoso giornalista dalla tempra garibaldina, riuscirà a tenere in iacacco le autorità dell'Impero, mai deflettendo dalla più assoluta e intransigente fedeltà all'ideale.
In 37 anni di vita l'Indipendente subisce 1016 sequestri e 484 processi: in queste cifre è riassunta non la storia di un giornale, ma la storia della Venezia Giulia nel quarantennio che precede la guerra di redenzione.
Siamo al 1914, siamo all'apertura delle ostilità fra l'Austria e la Serbia* E il conflitto rapidamente si allarga. Zampieri capisce che il giornale non ha più possibilità e forse non ha più ragione di vita. II3 agosto tenta di prendere congedo dai lettori con un articolo che questi non potranno leggere perchè più che metà censurato. Da quel che rimane stampato si riescono a decifrare queste righe:
... troviamo opportuno di sospendere per il momento la regolare usici ta del
giornale ( ) - I giornalisti fedeli ancora alloro programma, dato il regime di guerra,
e non potendo più scrivere liberamente i loro pensieri, pensarono bene di cessare le pubblicazioni prima di vedere soppresso il loro giornale dall'autorità, o di dover deviare dalla dirittura programmatica .
Anche il Piccolo era sorto dal clima dell'/ndipendente, ma non per volontà collettiva sibbene per l'atto di coraggio di un uomo solo. Chi conosceva Teodoro Mayer? ) Chi avrebbe arrischia lo allora i 6000 fiorini che occorrevano a un giornale politico per la cauzione legale? 2) Mayer gira l'ostacolo dichiarando il giornale e non politico. Ma
1) Teodoro Mayer aveva stampato dal 21 agosto 1879 all'I 1 febbraio 1882 un giornale di pubblicità , trimestrale, in foglio L'Inevitabile che costituì per lui 0 banco di prova e indubbiamente preparò il giovane redattore alle maggiori responsabilità del futuro.
2) Per disposizione dull'I.R. Governo di S.M. i giornali per avere il permesso di trattare questioni politiche (essere cioè giornali politici), dovevano versare preventivamente alia Polizia una cauzione di 6000 fiorini (forse 5-6 milioni d'oggi), che veniva taglieggiata ógni qua! volta il giornale infrangeva le leggi sulle limitazioni di stampa (concetto molto labile e applicato con larghezza dai funzionari preposti alla sorveglianza). La cauzione doveva entro 24 ore venire reintegrata per poter ottenere il permesso di uscita del numero successivo.