Rassegna storica del Risorgimento
"POVERO (IL)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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235
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RIFLESSI DELLA QUESTIONE SOCIALE NEL GIORNALE GENOVESE IL POVERO (1851)
Alle radici del complesso processo di trasformazione della vita italiana attuato attraverso il Risorgimento stanno un insieme di esigenze di molteplice ordine poli' tico, economico e sociale l'ima all'altra collegate e reciprocamente detetminantisl. Ma nell'analisi di questo grandioso e fondamentale ciclo della storia nostra avviene troppo sovente che si ponga l'accento sul fattore politico soltanto, considerandolo quasi facesse parte di per sé, avulso dagli altri, quando invece di questi è un riflesso, o se si vuole addirittura una logica conseguenza.
Forse la storia del Risorgimento meriterebbe di essere riaffrontata tutta in base a dei criteri interpretativi più maturati e profondi di quanto non siano quelli abituali* Non che, con questa affermazione, si voglia svalutare in blocco l'opera degli studiosi del Risorgimento quale in genere è stata sinora condotta: no certo, perchè anche a prescindere dal fatto che molti sono gli studi che già rispondono in varia e spesso apprezzabilissima maniera ai requisiti sopra enunciati bisogna riconoscere che i risultati della ricerca e della ricostruzione storica intese diciamo così nel senso tradizionale, possono sempre offrire elementi sicuri dai quali muovere per riuscire a scavare sino all'humus più profondo, da cui i fatti non meno che le idee hanno tratto il loro nascimento e la linfa vitale per il loro sviluppo*
Ma quando questa ricerca si voglia appunto condurre per determinare i fondamenti economici e sociali del nostro Risorgimento ci si trova innanzi ad una ben singolare situazione. Salvo casi particolari, i motivi economici e sociali costituenti la determinante più vera e, con ciò, la legittimazione storica del lungo travaglio per il nostro riscatto nazionale, risultano in genere posti in scarsissimo rilievo dagli stessi maggiori ispiratori e combattenti di questa grandiosa lotta, quasi fossero ad essi, se non del tutto sfuggiti, almeno apparsi' estremamente confusi.
Facile è oggi nella comoda veste di posteri, a cui dal distacco del tempo è offerta iu ben più precisa messa a fuoco la visione delle vicende della storia nostra delle epoche trascorseripetere di manchevolezze degli uomini del Risorgimento, o, addirittura, dell'insufficienza delle loro postulazioni ideologiche. Ciò, però è inutile sottolineare non sarebbe né intelligente, né generoso: il fatto di vivere un determinato evento storico, di esserne protagonisti o, comunque, parte in causa limita necessariamente il proprio angolo visuale, offre scorci di elementi di dettaglio più o meno numerosi e rilevanti, ma ben difficilmente per non dire mai permette uno sguardo d'insieme davvero completo e comprensivo di ogni particolare.
Questo preambolo non sembri di troppo: esso intende per quanto è possibile e in concomitanza con un'altra ragione che si esporrà in seguito spiegare come mai i motivi economici e sociali del nostro Risorgimento risultino di norma così vagamente delineati dagli wo*nH del tempo e Così genericamente indicati sui loro giornali*
Un esempio assai significativo di un tale stato di cose lo si può, trai tanti, trovare sfogliando la collezione di un giornale apparso a Genova nel 1851. Si tratta de II Povero un foglio cioè per il quale come è del resto preannunciato dalla sua stessa intitolazione il problema sociale è, o dovrebbe essere, oggetto di particolare attenzione.
H Povero e un giornale di piccolo formato cm. 20 per 28 a quattro pagine, su due colonne. Il primo numero di esso appare presso la tipografi a Dagnino il 14 maggio