Rassegna storica del Risorgimento
"POVERO (IL)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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240
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240
Leonida lialestreri
luvoro, U Veramente il legame tra questi tre elementi non risulta cosi chiaro come qui da noi viene espresso: i redattori de II Povero frammentano un po' troppo il loro programma sociale in queste enunciazioni, per cosi dire, epigrafiche, le quali, tra l'altro, non sono neppure -le loro e rappresentano come origine quanto di più eterogeneo si possa immaginare.
Da tale constatazione non bisogna tuttavia trarre motivo per tacciare senz'altro di insufficienza le idee propugnate da TI Povero e giudicare con particolare severità come è il caso della Ravenna 3) il modo come esse sono formulate e presentate al pubblico
Il richiamarci anche in questo caso alla considerazione di quella che era l'impostazione in genere della stampa italiana nel periodo del Risorgimento non può infatti che indurre a giudizi più cauti, e, dal punto divista di noi moderni, assai più indulgenti nei confronti dei giornali e dei giornalisti di quel tempo
Certo, però, pur con tutte le buone disposizioni possibili* è giocoforza riconoscere che l'enunciazione delle idee de II Povero in ordine ai problemi sociali (sono queste soltanto che qui si considerano) pecca di alquanta genericità. È scopo del giornale-si dichiara nel primo numero d'istruire i fratelli nei loro doveri, palesarne le miserie ed i bisogni, e reclamarne i conculcati diritti . Questo programma si integra .con la proclamata volontà di combattere l'oppressione, l'errore, l'ingiustizia da qualunque parte abbiano origine e di parlare con amore ed affètto pel trionfo della causa democratica, per la universale fratellanza dei Popoli, perla redenzione d'Italia Una, Libera, Indipendente .
La genericità delle idee de II Povero come si vede non è a riguardo degli obbiettivi, ma piuttosto in ordine al metodo atto al raggiungimento degli obbiettivi stessi.
0 fare appello allo spirito, associativo dei discredati perchè facciano dell'unione delle loro forze la leva potente della trasformazione della società, 3) non è. ancora abbastanza: non lo è almeno come le cose sono prospettate da II Povero, in quanto di questo programma gigantesco e logicamente da concludersi a lunga scadenza, non è considerato che il momento iniziale, e intra wista lontana, tra le nubi delle più ottimistiche previsioni, la fase finale: una specie di avvento, nel nome del popolo, del regno di Dio in terra. Ma come questo processo di radicale metamorfosi della struttura della società debba avvenire, che cosa possa e debba verificarsi nel corso di-questa trasformazione non è per nulla chiaro. A provvedere alle esigenze del Povero si dichiara ancora, ad esempio, nel primo numero del giornale alcuni cittadini, di spirito veramente cristiano ebber cura di promuovere fra di noi le Società di Mutuo Soccorso; per mezzo delle quali, rendendoci come solidali dei dolori e dei bisogni del nostro fratello, acquistiamo reciprocamente il diritto alle altrui sovvenzioni. Il corpo sociale come è attualmente costituito, non ha voluto o saputo ancora sanar le inulte piaghe che l'insozzano,nei vizi distruggere che lo tiranneggiano. Verrà giorno, ciò speriamo varcar
*) Cfr.al proposito la Sequenza del S. Vangelo nel u. 16 del 6 luglio 1851 in cui, tra l'altro, si afferma: L'uomo è obbligato al lavoro per soddisfare al gran Contratto Sodale: l'uomo ha diritto al lavoro per soddisfare alla legge di natura, chegFimpone di sostentare la vita . Tali principi sono poi ribaditi in un breve commento, nel u* 7 del 17 novembre 185J, alla notizia li diritto al lavoro riconosciuto, in Olande*
*) LEGNA RAVENNA, op, oU.t pagg. 113-114.
3> Cfr. L'Associazione, ti. 15 del 2 luglio 1851, png. 2>