Rassegna storica del Risorgimento

"POVERO (IL)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <242>
immagine non disponibile

242 Leonida Balestrerà
trafiletto dal tìtolo appunto e ancora Associazione in cui si offre ospitalità sulle co­lemie del giornale ai comunicati e alle cronache di tutte le organizzazioni professionali e di mutuo soccorso si esce in frasi come queste; <t Associazione. La parola che noi poniamo in capo di questo scritto comprende le tre magiche ed incantevoli espressioni formula della Democrazia, cioè a dire Libertà, Fratellanza, Uguaglianza* Lo spirito socievole che potente e concorde si diffonde in tutte le classi con lo scopo di avvicinarle fra loro, è presago di un ottimo avvenire per la causa dell'umanità, perchè un Popolo che come il nostro si mostra inclinato all'Associazione non merita, no, l'isolamento e la separazione dai suoi fratelli . *)
È implicito in queste parole il ripudio più. aperto del concetto della lotta di clas­se. 2) In questo elemento si sostanzia la radicale diversità dell'associazionismo dei lavoratori propugnato da TI Povero (e, insieme con esso, da tutti i fogli più o meno diret­tamente ispirati ai principi del Mazzini) da quello propagandato da Carlo Marx con il suo famoso Proletari di tutto il mondo, unitevi. All'identità esteriore della formula fanno riscontro premesse e finalità del tutto diverse. Eppure, anche II Povero se­condo quanto già si è accennato citando le iscrizioni poste sotto la sua testata vuol presentarsi come organo diffusore di idee a sfondo socialista. Solo che il suo socialismo* come riflesso dell'insegnamento mazziniano, non ammette né lotta di una classe contro le altre e perciò divisione del popolo concepito invece quasi religiosamente, come unità inviolabile,3) , uè ripudio del concetto e del sentimento di patria, né svalutazione alcuna, a favore del raggiungimento di mete puramente materiali, dei più alti fini ideali della vita. Si comprende così come la concezione del socialismo de II Povero non potesse
1) Cittadini associatevi si ripete nel n. 11 del 18 giugno 1851 perchè le forze riunite insieme sono una potenza prodigiosa, ed è questo l'unico mezzo per favorire attualmente il Progresso umanitario e sociale . Né diverso concetto è espresso in un appello dell'Associazione degli Operai in Genova a tutti i suoi fratelli della Li­guria, appello che il giornale fa integralmente suo pubblicandolo come articolo di apertura nel n. 84 del 27 novembre 1851. In esso si ammonisce infatti: Contadini Artisti ed Operai qualunque sia il nome con cui ci annunziamo, noi giani membri d'una medesima famiglia, l'Umanità; cittadini d'una medesima patria, l'Italia; suc­cessori d'una medesima eredità, il Lavoro; soldati d'una causa identica, la Libertà. Comuni abbiam dunque i dolori e le speranze e poiché vorremmo avere comuni i con­forti vi diciamo: Associatevi. L'isolamento nella classe operaia è l'inerzia, e questa prepara sovente tremendo il fantasma della miseria .
Sulla stessa falsariga appare infine redatto l'indirizzo dell'Associazione generale degli operai alle associazioni consorelle della città di Genova, da) giornale pubblicato ancora al posto d'onore nel n. 87 del 30 novembre 1851.
2) Questa posizione è ribadita, in varia maniera, in diversi altri articoli o tra­filetti de II Povero. Così, come particolarmente significativo, merita di essere sotto­lineato l'appello Agli Operai, apparso nel n. 5 in data 28 maggio 1851, in cui, tra l'al­tro, si dice: ... Parlando di operai noi non intendiamo di quelli soltanto che fanno la professione di falegname, di fabbro e simili, ma di tutti quelli che vivono della propria industria, e chiamandoli parte eletta della Società non abbiamo creduto di exrare perchè chi lavora è utile alla patria ed alla grande famiglia umana, mantiene la Società e adempie al dovere di uomo .
3) Per popolo - si dichiara nel ri. fi in data 1 giugno 1851 si intende il com­plesso della Nazione: la universi) li tu dei cittadini che la compongono . Il popolo si aggiunge nell'orticolo La nuova Risurrezione, riportato da UUguaglinnna nel numero del 25 giugno 1851 - e il Cristo moderno .